In Italia le bollette elettriche restano tra le più care d’Europa, circa il 35% sopra la media UE.
Eppure si continua a sostenere che le rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, abbassino i costi. La realtà, stando a quanto sostenuto da Il Riformista, è più complessa.
Una quota significativa degli impianti – il 44% di quelli in Conto Energia – riceve ancora oltre 400 €/MWh tra incentivo e mercato, pur coprendo solo il 7% della produzione elettrica.
A questo si aggiungono costi strutturali che gravano in bolletta: adeguamento della rete, sistemi di accumulo, centrali a gas di riserva. Anche i nuovi impianti godono spesso di meccanismi che garantiscono tariffe elevate.
Prima di spingere per ulteriori 50 GW di fotovoltaico e 12 GW di eolico, come previsto dal PNIEC, servirebbe una riflessione pragmatica.
L’espansione non pianificata rischia di generare energia inutile, aumentare i costi e compromettere il paesaggio. Le rinnovabili vanno sviluppate, ma con logica, non per ideologia.
09/07/2025
