Una dura battuta d’arresto per il Comune di San Felice, che ha visto respinto dal Tribunale Amministrativo del Lazio il ricorso presentato contro la decisione del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) relativa al presunto frazionamento artificioso dei propri impianti fotovoltaici, stando a quanto riportato da Il Resto del Carlino.
La vicenda, emersa pubblicamente solo nel 2023 ma avviata diversi anni prima, rischia ora di avere conseguenze significative sulle finanze comunali e sulla possibilità di garantire determinati servizi e agevolazioni.
Secondo quanto emerso, l’amministrazione dovrà restituire una somma complessiva pari a circa due milioni di euro. Questa cifra include un milione e duecentomila euro già percepiti entro il 2023 come presunti incentivi non dovuti, oltre a una riduzione delle entrate annuali per circa 100mila euro fino al 2031. Il sindaco Michele Goldoni, che aveva partecipato all’udienza lo scorso giugno a Roma insieme ai legali del Comune, ha spiegato che si stanno valutando ulteriori passi legali, compreso un possibile ricorso al Consiglio di Stato.
Il GSE contesta che i tre impianti realizzati nel 2011, ciascuno da 1 MW e denominati Lavacchi 1, 2 e 3, sarebbero dovuti essere accorpati in un unico impianto da 3 MW. Questa presunta suddivisione strategica avrebbe consentito al Comune di accedere a tariffe più vantaggiose. A seguito del procedimento, concluso nel 2023, il Comune dovrà restituire gli incentivi percepiti in eccesso e accettare una revisione al ribasso dei futuri introiti energetici.
27/07/2025
