Sì della Corte dei conti al Piao provvisorio; no solo formalistico alla sua formazione progressiva per stralci

Con i tempi necessari, ci si avvicina all’ineluttabilità delle conclusioni: le esigenze di programmazione non possono aspettare i tempi formali di adozione del Piao, se slittano in conseguenza di rinvii dei termini di approvazione dei bilanci. La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo della Sicilia, col parere 48/2023, non riesce a divincolarsi dalla visione…

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Con i tempi necessari, ci si avvicina all’ineluttabilità delle conclusioni: le esigenze di programmazione non possono aspettare i tempi formali di adozione del Piao, se slittano in conseguenza di rinvii dei termini di approvazione dei bilanci.

La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo della Sicilia, col parere 48/2023, non riesce a divincolarsi dalla visione erronea secondo la quale unitarietà del documento sia necessariamente unicità del suo momento di produzione (non richiesta da nessuna specifica norma) e, quindi, respinge la teoria della progressiva approvazione per stralci.

Contestualmente, però, osserva che nelle more dell’approvazione dei bilanci gli enti debbono comunque dotarsi degli strumenti di programmazione: se, questi, sono da adottare attraverso il Piao e non più autonomamente, allora va approvato un Piao provvisorio, esattamente come occorreva, prima dell’infausta introduzione del Piao, per il Peg ed altri atti di programmazione. Lo stesso, aggiungiamo, vale per il Ptpc: non è casuale il suo rinvio che sarà introdotto con la legge di conversione del decreto milleproroghe.

Nella sostanza, la Corte dei conti si allinea ai ragionamenti che chi scrive da tempo propone; nella forma non riesce ad andare fino in fondo. L’unitarietà non è data dalla redazione di in documento unico, bensì dalla sua concezione unitaria, dal coordinamento tra sezioni e tra soggetti che le redigono, anche se in fasi e stralci successivi.

D’altra parte, laddove la Sezione Sicilia ammette un Piao provvisorio, apre (correttamente) la strada ad una soluzione formalmente adeguata all’idea – erronea – del Piao come documento necessariamente unico, ma approvabile per fasi: basta, infatti, approvare, nelle more del bilancio, non stralci del Piao, ma un Piao “completo” provvisorio, in realtà aggiornato solo nelle parti aggiornabili in quel certo momento, con riserva di adottare successivamente un Piao provvisorio 2.0, 3.0 eccetera, fino a quello definitivo. La sostanza è la stessa, la forma è solo burocrazia.

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