La Sardegna sta affrontando una grave crisi idrica, con bacini ridotti a livelli critici. Nella Nurra, tra Alghero, Sassari, Porto Torres e Stintino, il bacino del Cuga contiene solo 4,4 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 21% della sua capacità, compromettendo le colture orticole come i carciofi di Ittiri, come riportato da Unione Sarda.
Situazione analoga per il Temo, che registra il 18% della sua capacità, la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gavino Zirattu, presidente dell’Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni), descrive la situazione come disperata, riponendo scarse speranze nelle piogge previste nei prossimi giorni, la cui entità e capacità di rifornire i laghi restano incerte.
A livello regionale, nonostante un incremento di quasi 90 milioni di metri cubi nell’ultimo mese, le scorte idriche si attestano al 54,5% della capacità totale, mantenendo l’allerta per la crisi idrica. Particolarmente critica la situazione nell’Alto Cixerri, dove i bacini di Punta Gennarta e Medau Zirimilis sono al 14% della loro capienza.
Per mitigare la crisi, la Regione sta valutando misure straordinarie, come il trasferimento di 25 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga di Bau Muggeris al bacino di Nuraghe Arrubiu, per sostenere le irrigazioni nel Campidano meridionale e nella zona di Isili Nord.
Le cause della siccità sono attribuite anche alle alterazioni della Corrente del Golfo, che influenzano il clima mediterraneo, portando a lunghi periodi senza pioggia e a una crescente tendenza alla desertificazione in Sardegna.
11/03/2025
