Un’esplosione ha devastato uno stabilimento Eni a Calenzano, vicino Firenze, causando due morti, quattro dispersi e almeno 26 ricoverati, di cui quattro in osservazione intensiva presso l’ospedale Careggi. A Pisa si trova un paziente in condizioni molto critiche, mentre altri due sono sotto controllo nello stesso ospedale. Tre feriti sono stabili e monitorati presso l’ospedale di Prato.
Una delle vittime è Vincenzo Martinelli, un autista di 63 anni originario di Napoli, alla guida di un’autobotte coinvolta nell’incidente. Tra i dispersi figurano un operaio di Novara di 49 anni, un operaio di Catania di 57 anni, un lavoratore tedesco residente in Italia di 45 anni e un uomo di Matera della stessa età, stando a quanto riportato da Rainews.
Secondo le prime ricostruzioni, il disastro sarebbe avvenuto durante le operazioni di caricamento del carburante in un’autocisterna.
L’esplosione avrebbe poi coinvolto altri mezzi parcheggiati nelle vicinanze, amplificando i danni. Una colonna di fumo, visibile anche nei comuni limitrofi, ha attirato l’attenzione delle autorità e della popolazione.
La Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Testaroli, ha avviato un’indagine per chiarire le cause dell’accaduto. Sarebbe emersa una possibile perdita di liquido prima dell’incidente. Tre consulenti tecnici sono stati nominati per collaborare alle indagini e individuare eventuali responsabilità.
L’episodio ha scosso profondamente il paese, ed evidenzia la pericolosità delle operazioni di gestione e trasporto di materiali infiammabili, oltre che la necessità di una maggiore prevenzione per le morti sul lavoro.
09/12/2024
