In relazione all’articolo “Dirigenti senza concorso: l’amichettismo trionfa“, il Prof. Sabino Cassese fa l’onore di chiedere accertare quando sia stato introdotto lo spoils system e chi era al governo in quel momento, avendo a riferimento gli articoli numerosi che il Prof. Cassese ha scritto sul tema, così da aggiungere una precisazione chiarendo le responsabilità.
Ben volentieri e doverosamente si riscontra quanto suggerito. Di articoli scritti dal Prof. Cassese sul tema, con toni di costante critica, argomentata, sullo spoil system chi scrive ne ha letti molti, ovviamente non tutti nell’ambito della foltissima produzione.
Lo spoil system entra ufficialmente nell’ordinamento giuridico italiano in modo esplicito con l’articolo 51, commi 5 e 6, della legge 142/1990, con in nuce il sistema che poi si è sviluppato successivamente.
L’evoluzione ancor più chiara dello spoil system si ha con la legge 127/1997 e il d.lgs 80/1998, con Ministro della Funzione Pubblica Franco Bassanini.
E’ con gli interventi successivi intestabili ai Ministri Frattini nel 2001 e Brunetta nel 2009, che il sistema si consolida.
Il prof. Cassese, da Ministro della Funzione Pubblica tra il 1993 e il 1994, era parte di quei Governi che con l’introduzione del d.lgs 29/1993 hanno introdotto, a partire proprio dal 1993, con la previsione iniziale della “rotazione” degli incarichi, la prima embrionale configurazione dello spoil system nella PA in generale. In quei mesi furono approvate modifiche ed integrazioni alla legge 142/1990, confermative della più chiara normativa di 3 anni prima.
Formalmente, in ogni caso, lo spoil system propriamente detto (sebbene con le molte peculiarità italiane) trova dal 1997 in poi la sua attivazione in forme proprie, non con diretta paternità del prof. Cassese.
