È stata trasmessa al Consiglio regionale della Valle d’Aosta la bozza di decreto legislativo che aggiorna le concessioni idroelettriche, adeguandole alle normative europee e nazionali.
Questo provvedimento, approvato dalla Commissione paritetica Stato-Regione, è formato da quattro articoli che prevedono la possibilità di affidare queste concessioni anche a società a totale partecipazione pubblica attraverso l’affidamento in-house. Di queste misure potrà beneficiare anche CVA che attualmente gestisce 32 impianti idroelettrici con una produzione annua di oltre 2 miliardi di kWh, secondo Quotidiano Energia.
Uno degli elementi centrali della disposizione riguarda il terzo comma dell’articolo 3, in cui si afferma che è consentito alla Regione di conferire le concessioni a diversi soggetti. Sono previsti tra questi operatori economici selezionati tramite gare pubbliche, dunque società con capitale misto pubblico-privato, in cui il socio privato sia scelto secondo procedure trasparenti, in base a quanto sottolineato da QE.
Come scritto sopra sarà possibile affidare anche a società pubbliche al 100%, istituite con il fine di soddisfare gli interessi generali legati alla produzione energetica regionale, nel rispetto delle regole di affidamento diretto.
Il decreto stabilisce che le concessioni avranno una durata massima di 40 anni, estendibile di ulteriori 10 anni in funzione della complessità del progetto e dell’investimento effettuato. I concessionari dovranno poi fornire gratuitamente alla Regione 220 kWh per ogni kW di potenza media nominale prodotto, sempre in base a quanto riportato da QE.
Le concessioni in scadenza prima dell’entrata in vigore della nuova normativa potranno essere prorogate per un massimo di 15 mesi. Infine l’articolo 4 dispone che la Regione sia consultata preventivamente sulle decisioni dell’Arera in materia idrica.
04/11/2024
