Intelligenza artificiale nella PA come supporto tracciabile nel rispetto del controllo umano

La legge 23 settembre 2025, n. 132 disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, individuando nell’articolo 14 l’impiego dell’Ai «allo scopo di incrementare l’efficienza, ridurre i tempi dei procedimenti e aumentare qualità e quantità dei servizi», garantendo «conoscibilità del funzionamento» e «tracciabilità dell’utilizzo». La norma qualifica l’Ai come strumentale e di supporto, preservando il controllo…

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La legge 23 settembre 2025, n. 132 disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione, individuando nell’articolo 14 l’impiego dell’Ai «allo scopo di incrementare l’efficienza, ridurre i tempi dei procedimenti e aumentare qualità e quantità dei servizi», garantendo «conoscibilità del funzionamento» e «tracciabilità dell’utilizzo». La norma qualifica l’Ai come strumentale e di supporto, preservando il controllo umano sul processo decisionale e recependo la logica del rischio proporzionato dell’Ai Act. È richiesta l’adozione di misure tecniche, organizzative e formative per un uso responsabile, con trasparenza estesa ai processi algoritmici (accessibilità del funzionamento logico e verificabilità dei dati). Il testo evidenzia la necessità di evitare deleghe opache e di preservare la sovranità tecnologica della PA, affinché l’efficienza non comprometta legalità, responsabilità e controllo democratico.

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