Abrogate 30.700 norme: un passo avanti ma il peso resta

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, nel 2024 sono stati pubblicati 305 numeri della Gazzetta Ufficiale e 45 Supplementi per un totale di 35.140 pagine. Se stampate peserebbero circa 84 kg. impilate supererebbero 1,90 m, a 5 minuti a pagina la lettura richiederebbe 366 giorni. Nel 2025 il quadro è analogo: il 18 aprile è uscito…

Autore

Data

Categoria

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, nel 2024 sono stati pubblicati 305 numeri della Gazzetta Ufficiale e 45 Supplementi per un totale di 35.140 pagine. Se stampate peserebbero circa 84 kg. impilate supererebbero 1,90 m, a 5 minuti a pagina la lettura richiederebbe 366 giorni. Nel 2025 il quadro è analogo: il 18 aprile è uscito il Supplemento ordinario n. 13 sugli ISA (5.157 pagine) e il 24 aprile il Supplemento ordinario n. 14 ha abrogato 30.700 atti prerepubblicani (1861-1946). Quest’ultima è una misura positiva di “pulizia” dell’ordinamento ma resta parziale rispetto al carico che grava su Comuni e imprese: senza manutenzione normativa continuativa, testi più chiari, minore ricorso a decreti attuativi e reale interoperabilità digitale, la complessità quotidiana non si alleggerisce.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…