Attuazione delle politiche di coesione: assunzioni eterofinanziate

Nel 2024 i comuni, le unioni dei comuni, le province, le città metropolitane e le regioni dell’Italia meridionale potranno avere assegnati in via permanente 2.129 dipendenti dell’area dei funzionari e delle elevate qualificazioni.

Questa assegnazione determinerà assunzioni a tempo indeterminato finalizzare a supportare tali amministrazioni nell’attuazione delle politiche di coesione. Le selezioni ed i costi saranno permanentemente a carico del Dipartimento per le politiche di coesione, che viene autorizzato per le stesse finalità ad effettuare 71 assunzioni a tempo indeterminato, per cui si arriva al totale complessivo di 2.200 nuovi dipendenti. Le regioni interessate sono le seguenti: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. 

La disposizione è contenuta nell’articolo 19 della legge n. 162/2023 di conversione del decreto legge n. 124/2023, “Disposizioni urgenti in materia di coesione, rilancio dell’economia del Mezzogiorno e immigrazione”. La norma è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 168/2023. 

Vengono stanziate risorse per effettuare 1.674 assunzioni nei comuni e nelle unioni dei comuni; 135 nelle province; 70 nelle città metropolitane e 250 nelle regioni.

Le selezioni saranno effettuate dal Formez e questo personale sarà formato con oneri a carico dello Stato, non potrà trasferirsi in mobilità e/o comando prima di 5 anni e le amministrazioni sono impegnate ad utilizzare questi dipendenti esclusivamente per l’attuazione delle politiche di coesione.

Siamo in presenza di una disposizione assai innovativa e che merita un giudizio ampiamente positivo; i comuni e le altre amministrazioni decentrate del Sud che hanno una condizione di marcata carenza di livelli professionali elevati possono avere una risposta, sicuramente parziale, ma non per questo meno importante, in tempi rapidi e con professionalità che saranno selezionate in modo meritocratico e saranno adeguatamente formate.

LE SCELTE ESSENZIALI

Gli enti interessati sono i comuni, le unioni dei comuni, le province, le città metropolitane e le regioni. Si deve chiarire se, nelle regioni in cui sono ancora presenti, le comunità montane possano essere individuate tra i destinatari della disposizione: in questa direzione va la considerazione che in alcune regioni la normativa ha equiparato le comunità montane alle unioni dei comuni. Non sembrano invece esservi spazi per la estensione della disposizione sia ai consorzi tra comuni che agli enti regionali. Con i provvedimenti attuativi è auspicabile che questi dubbi siano chiariti. 

Le assunzioni ammesse a finanziamento sono di personale da inquadrare nell’area dei funzionari e delle elevate qualificazioni, la ex categoria D. La precisazione legislativa che l’assunzione deve essere fatta “nel livello iniziale” appare sostanzialmente superflua. 

Viene previsto espressamente che queste assunzioni siano effettuate “nell’ambito delle vigenti dotazioni organiche”. Dal che se ne deve trarre la conclusione che esse non possono essere effettuate al di fuori della dotazione organica, quindi per posti ulteriori. 

Non vi sono prescrizioni per la individuazione dei profili professionali: ovviamente essi devono essere coerenti con la finalità di attuazione delle politiche di coesione.

L’ ATTUAZIONE

Gli enti locali e le regioni dovranno presentare una specifica “manifestazione di interesse”; le relative indicazioni operative saranno dettate con uno specifico decreto del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio. Questo decreto doveva essere emanato entro i 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, quindi entro il 18 novembre.

Le amministrazioni dovranno comunque nella propria manifestazione di interesse quantificare il fabbisogno richiesto, con la indicazione dei profili professionali,  e fornire una dichiarazione contenente “l’assunzione dell’obbligo di adibire il personale reclutato esclusivamente allo svolgimento di attività direttamente afferenti alle politiche di coesione”.

Al termine del completamento della presentazione delle istanze con un ulteriore decreto saranno dettati i “criteri di ripartizione tra le amministrazioni interessate delle risorse finanziarie e delle unità di personale”. In ogni caso sono previste 1.674 assunzioni nei comuni e nelle unioni dei comuni; 135 nelle province; 70 nelle città metropolitane e 250 nelle regioni.

Viene fissato il seguente costo per ogni dipendente: euro 45.115 per le regioni (cifra cui si perviene sommando euro 43.596 di trattamento economico e 1.519 di buoni pasto) ed euro 43.000 per comuni, unioni di comuni, province e città metropolitane (cifra cui si perviene sommando euro 43.000 di trattamento economico e 1.519 di buoni pasto).

Gli oneri previsti per l’anno 2024 sono il 50% di quelli che saranno erogati permanentemente a partire dal 2025 in quanto di deve prevedere che le assunzioni mediamente saranno effettuate alla metà dell’anno.

I CONCORSI E LA FORMAZIONE

Le selezioni per l’assunzione dei 2.200 dipendenti saranno effettuate dal Dipartimento per la funzione pubblica d’intesa con il Dipartimento per la coesione e ci si i avvarrà della commissione per il progetto RIPAM. Si darà luogo allo svolgimento di una o più procedure concorsuali. I componenti le commissioni di concorso saranno scelti dal Dipartimento per le politiche di coesione.
Nella assegnazione dei vincitori alle singole sedi si procederà sulla base dell’ordine di graduatoria ed i criteri operativi saranno contenuti nel decreto della Funzione Pubblica.

Viene inoltre stabilito che gli idonei, sempre nel rispetto dell’ordine della graduatoria, siano automaticamente inseriti in un elenco che viene espressamente istituito presso il Dipartimento per le politiche di coesione. Da detto elenco, entro i 2 anni successivi all’approvazione della graduatoria, tutte le PA potranno attingere per le assunzioni di funzionari necessari per l’attuazione delle politiche di coesione.

E’ molto importante la previsione di un obbligo di formazione per i vincitori delle procedure selettivi prima ricordate. La sua durata è fissata in 3 mesi. La formazione sarà erogata da Formez PA e/o da università selezionate dal Dipartimento per la coesione d’intesa con il Ministero dell’Università.

Lo svolgimento sarà, per espressa previsione legislativa, in presenza, ma viene anche previsto lo svolgimento di una specifica sessione mediante la piattaforma che sarà messa a disposizione dal Dipartimento per la funzione pubblica. Le modalità operative saranno contenute in una convenzione che dovrà essere stipulata tra il Dipartimento per la coesione, le Università e l’associazione Formez PA.

Viene prevista la erogazione di una borsa di studio di 1.000 per coloro che partecipano ai corsi di formazione: l’erogazione di tale compenso sarà effettuata dalle amministrazioni che assumono i vincitori. Per il finanziamento delle attività di formazione, compresa la erogazione delle borse di studio, vengono stanziati 11 milioni di euro.

IL VINCOLO DI PERMANENZA

Il comma 7 detta un rigido vincolo agli assunti per l’attuazione delle politiche di coesione: fino a tutto l’anno 2029 non potranno essere trasferiti ad altre PA né in mobilità volontaria, né in comando, né in distacco, né attraverso altre forme di assegnazione.

La finalità della disposizione è evidente: prevedere un periodo minimo di svolgimento della attività presso l’ente che ci ha assunto, così da evitare allo stesso di dovere fronteggiare le conseguenze non positive di un eventuale trasferimento.

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