Le centrali idroelettriche italiane stanno diventando un terreno fertile per investitori stranieri, destando non poche preoccupazioni ai comuni di Valchiavenna e Valcamonica dove sono situate le centrali di centrali Codera Ratti-Dongo e Resio tra le provincie di Sondrio, Como e Brescia. Infatti, la Lombardia è in prima linea, rappresentando il 25% della produzione nazionale.
Tra le concessioni più impellenti, ci sono quelle delle centrali Codera Ratti-Dongo, gestita da Edison, e Resio, di proprietà di A2A. Questi impianti sono i primi ad essere messi all’asta dalla Regione Lombardia, con il bando che scadrà il 18 ottobre.
Nonostante alcuni ricorsi da parte degli operatori italiani per sospendere le gare, il tribunale ha confermato la regolarità del processo, che potrebbe portare alla partecipazione di grandi gruppi stranieri come Eph, Bkw e il fondo australiano Macquarie, come indicato da First Online.
Il settore idroelettrico, che rappresenta circa il 20% della produzione elettrica totale e oltre il 40% di quella rinnovabile, è cruciale per la sicurezza energetica del nostro Paese. Tuttavia, gli operatori italiani temono che questa apertura indiscriminata agli investitori stranieri possa creare una competizione impari, penalizzando le imprese locali.
I gruppi internazionali, infatti, dispongono di maggiori risorse finanziarie e possono permettersi di offrire cifre più elevate. Questo potrebbe portare all’acquisizione di impianti vitali a prezzi sottostimati, mettendo a rischio il controllo nazionale su infrastrutture essenziali, sempre come riportato da First Online.
L’Italia si distingue all’interno dell’Unione Europea, insieme alla Spagna, per il sistema di gare pubbliche per le concessioni idroelettriche. Infatti, mentre altri Paesi hanno interrotto queste procedure dopo il ritiro dell’obbligo europeo, l’Italia ha mantenuto il sistema vigente, legandolo agli obiettivi del PNRR.
Le aziende italiane sperano in nuove regole che possano mitigare gli effetti negativi di questa apertura, ma, nel frattempo, la Lombardia ha proseguito con i bandi, suscitando quindi preoccupazione per una possibile “invasione” da parte degli investitori stranieri, come emerge dall’articolo di First Online.
15/10/2024
