Estraiamo dalla Relazione sul costo del lavoro pubblico 2020 elaborata dalla Corte dei conti. “1.2. Retribuzioni contrattuali pubbliche, private e inflazione
Nell’ultimo quindicennio, il confronto dell’indice IPCA al netto degli energetici
con gli indici delle retribuzioni contrattuali del settore privato e dei comparti pubblici
conferma sia l’andamento lineare degli incrementi contrattuali del settore privato, sia la
doppia dinamica delle retribuzioni dei comparti pubblici. Questi ultimi, infatti, fino al
2010, seguono gli incrementi dei rinnovi contrattuali a gradoni (Grafico 8), mentre, già a
partire dal 2011, l’indice dei comparti si assesta sul medesimo valore sino al 2015, per
riprendere effettivamente a crescere solo dal 2017, visto il ritardo nei rinnovi 2016-18.

Nel periodo 2005-2019 la crescita contrattuale del settore privato rispetta la tendenza dell’indice IPCA, al netto degli energetici. I comparti pubblici, che fino al 2010 avevano beneficiato di incrementi maggiori dell’indice inflattivo di riferimento, dopo il blocco hanno ripreso la contrattazione in modo più dimensionato all’inflazione, anche se solo con un parziale recupero del potere d’acquisto perduto in sei anni (Grafico 9).

Il settore dei comparti pubblici, a differenza di quello privato, ha sofferto una perdita del potere d’acquisto che, come previsto dalla legge, non è stata recuperata (Grafico 10).

A ben vedere, se l’impiego pubblico in questi anni ha perso un po’ di smalto, una ragione, almeno sul piano economico, c’è. In questi anni, il blocco della contrattazione e l’introduzione dell’indice Ipca hanno corretto un andamento che all’inizio degli anni 2000 era caratterizzato da una forbice rilevante nel rapporto pubblico-privato (sempre avvertendo che quest’ultimo presenta contratti collettivi e categoriali, come quelli delle cooperative, che abbassano di molto la media).
In sostanza, si è determinato un repentino livellamento delle retribuzioni medie pubbliche (non solo quelle dei funzionari). Più che una crescita complessiva delle retribuzioni del lavoro dipendente, si è assistito ad un livellamento verso il basso, tradotto, nel lavoro pubblico, nella perdita non più rimediata di 6 anni di potere d’acquisto, cagionata dal fermo alla contrattazione.
Poi, ovviamente, una ridotta competitività del lavoro nella PA deriva certo anche dagli altri fattori che il rapporto Aran evidenzia. Ma, la questione retributiva certamente è rilevante.
