Nel suo articolo, Arturo Bianco ci evidenzia i nuovi contenuti del Conto annuale del personale riferito all’anno 2022.
Analizzando l’allegato alla circolare del Mef, troviamo la seguente domanda:

L’allegato ricorda che la programmazione delle assunzioni a partire dal 2022 è stata assorbita dal Piao. Il Mef, come se nulla fosse accaduto, chiede alle amministrazioni locali SE sia stato approvato, però, il piano delle assunzioni in quanto tale, non il Piao e si dimentica che grazie alla consueta girandola di rinvii dei bilanci di previsione, il termine per l’adozione del Piao negli enti locali lo scorso anno cadde il 29 dicembre 2022.
Domandare, quindi, se sia stato approvato il piano delle assunzioni ha un che di ironico: la domanda di per sè è neutra, ma si nasconde il profondissimo flop di una normativa che lo scorso anno avrebbe consentito di pianificare le assunzioni solo 2 giorni prima che finisse l’anno.
Manca, dunque, da parte dei soggetti preposti alla raccolta dati qualsiasi visione critica e fattuale. Quel che conta è sapere se i piani siano stati approvati o meno, come se i tempi ed i modi non influissero.
Nel 2023 ci si trova di fronte ad una situazione ormai piuttosto simile. Gli enti locali sono messi nelle condizioni di adottare il Piao, e, dunque, la programmazione dei fabbisogni a fine agosto, quando parlare di “programmazione” ha un che di canzonatorio, oltre che di evidente inefficienza ed inefficacia della programmazione stessa.
Tuttavia, anche il prossimo anno le tabelle e tabelline, i kit, le tante domande burocratiche cui rispondere non rileveranno che anche nel 2023 il Piao è stato un fallimento totale e la negazione stessa del concetto di programmazione efficace. E ancor più fallimentari si rivelano le voci di chi pensa che le sottosezioni del Piao non possano essere approvate autonomamente in rilasci progressivi, almeno allo scopo di avere – limitandosi alla questione del personale – per tempo una visione chiara delle assunzioni e delle modalità per farvi fronte.
