E’ legittima la nomina della commissione esaminatrice di concorso da parte del segretario comunale

       È legittima la nomina della commissione giudicatrice di un concorso pubblico quando il competente dirigente sia assente (ferie) e il sindaco abbia attribuito (con apposito decreto) le funzioni sostitutive al segretario, nell’ambito della fattispecie prevista dall’articolo 97, comma 4, lettera d), del d.lgs. n. 267/2000. 

      In particolare, detta normativa prevede che:” Il segretario sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività, salvo quando ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell’articolo 108 il sindaco e il presidente della provincia abbiano nominato il direttore generale. Il segretario inoltre ….. esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal sindaco o dal presidente della provincia”.

     In attuazione della sentenza della Corte dei conti n. 473/2009 “il Segretario (comunale o provinciale), ai sensi dell’art. 17 L. n. 127 del 1997 e, successivamente, dell’art. 97 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, mantiene la specifica funzione ausiliaria di garante della legalità e correttezza amministrativa dell’azione dell’ente locale; infatti, il t.u.e.l. ha assegnato al segretario dell’ente locale, in linea generale, oltre agli altri compiti indicati all’art. 97 t.u., cit., le “funzioni di collaborazione e di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti” e quelle di “sovrintendere allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinarne l’attività”; pertanto non può dubitarsi del fatto che il Segretario comunale abbia il preciso obbligo giuridico di segnalare agli amministratori le illegittimità contenute negli emanandi provvedimenti, al fine di impedire atti e comportamenti illegittimi forieri di danno erariale; altrimenti opinando, potrebbe l’amministratore pubblico contare sull’inerzia o sul silenzio di chi è preposto per legge al controllo della legalità dell’azione amministrativa; e in mancanza, deve essere ritenuto responsabile a titolo di concorso omissivo colposo nella causazione del fatto dannoso contestato”.

        È quanto affermato anche dal Consiglio di Stato, sezione V, nella recente sentenza 29 maggio 2024, n. 4824, nella quale è stato altresì stabilito che non vi è incompatibilità, per grave inimicizia, in capo al componente della commissione di concorso quando un candidato abbia unilateralmente (nessuna denuncia sporta dal commissario di concorso) presentato diverse denunce nei suoi confronti e significativamente risalenti nel tempo.

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