Gli oneri operativi per tenere aggiornato l’albo degli operatori economici

Tenere un albo è questione delicata e onerosa. Il che consiglia sempre più di utilizzare come albi i mercati elettronici di Consip ed altre centrali di committenza. L’albo degli operatori economici, infatti, va aggiornato costantemente, perchè il possesso dei requisiti è transeunte e soggetto a continue variazioni e modifiche. Insomma, attivare un albo degli operatori…

Data

Categoria

Tenere un albo è questione delicata e onerosa. Il che consiglia sempre più di utilizzare come albi i mercati elettronici di Consip ed altre centrali di committenza.

L’albo degli operatori economici, infatti, va aggiornato costantemente, perchè il possesso dei requisiti è transeunte e soggetto a continue variazioni e modifiche.

Insomma, attivare un albo degli operatori economici implica azioni di gestione non di poco conto, direttamente proporzionali al numero degli operatori inseriti ed alla creazione di fasce per importi o tipologie di appalti.

Basterebbe anche questa semplicissima osservazione per rendersi conto che troppo spesso sulla “semplificazione” delle modalità di individuazione degli appaltatori nel sotto soglia si affermano delle valutazioni astratte ed indimostrate.

Vero: sottosoglia non è necessario attivare le procedure ordinarie ed, anzi, queste sono recessive rispetto ad affidamenti diretti o procedure negoziate.

Poi, però, scattano problemi operativi tutt’altro che secondari: l’esercizio certo complesso della discrezionalità tecnica nell’individuare l’affidatario diretto, l’applicazione del principio di rotazione, le accortezze per non frazionare artificiosamente gli importi, la gestione degli albi.

Allo scopo di tenere aggiornato un albo, non solo vanno prodotte le istruttorie per ammettere gli operatori economici all’interno, ma anche simmetriche istruttorie finalizzate alla pronuncia di cancellazione.

Deve risultare chiaro, infatti, che il depennamento di un operatore economico dall’albo implica per questo una chiara perdita di chance e una potenziale compromissione della concorrenza.

Per questa ragione, come spiega la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, 6/9/2024, n. 7468, occorre attivare un procedimento nella sostanza uguale e contrario a quello necessario per l’iscrizione.

Non solo: poichè si tratta di un provvedimento finalizzato ad un’eventuale restrizione della sfera di interessi del destinatario, bisogna che sia il frutto di un procedimento avviato secondo le modalità imposte dalla legge 241/1990, con avvio del procedimento e possibilità, quindi, del destinatario di intervenire con osservazioni e documenti. Va, infatti, garantito al massimo dei livelli possibili il contraddittorio procedimentale, fattore, per altro, utile a scongiurare possibili contenziosi successivi, che difficilmente possono rivelarsi fruttuosi per le PA, se queste vìolino i principi del giusto procedimento, come nel caso di specie.

Quindi, la gestione di un albo è certamente un peso operativo, che richiede organizzazione e dimensione strutturale adeguata. Per le “semplificazioni” fraintese come modalità operative buone solo a saltare passaggi o a lavorare meno, in questo ordinamento non c’è spazio, sebbene l’aspirazione di molti sia questa.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Quel supporto giuridico al Rup troppo spesso latitante

    La sentenza del Tar Lazio, Sezione IV- bis, 23.6.2026, n. 11444 dimostra ancora una volta quanto limitato e sostanzialmente inefficace sia il presidio di controllo alle attività dei Rup negli appalti. In estrema sintesi, la vicenda trattata concerne l’erronea applicazione del principio di rotazione negli appalti, che non è operante laddove la stazione appaltante gestisca…

  • Appalti: personale a partita Iva soggetto a controllo di equità

    Anche il personale a partita IVA va tutelato negli appalti pubblici e pertanto occorre condurre un accertamento di equità in merito al trattamento economico erogato. Queste le indicazioni del TAR Piemonte, sentenza 25/06/2026, n. 1456. Il caso sottoposto al Collegio La controversia insorta riguardava una procedura aperta per la conclusione di un accordo quadro avente…

  • Incentivi per funzioni tecniche? Solo se si attiva l’appalto

    Chi scrive lo sostiene da sempre: gli incentivi per le funzioni tecniche sono da attribuire come compenso per un risultato, perchè è un’obbligazione di risultato. Dunque, non possono che essere connessi all’avverarsi della condizione cui sono sottoposti, cioè l’affidamento della prestazione. La Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 27.5.2026, n. 16584, conferma questo assunto. La pronuncia…