Il risultato di amministrazione: prima parte

Il dato più attenzionato del rendiconto della gestione è certamente il risultato di amministrazione, che costituisce (a ragione ma anche talora un po’ a torto) la cartina di tornasole per valutare lo stato di salute dell’ente. Esso è costituito dal fondo di cassa esistente al 31 dicembre dell’anno oggetto di rendiconto, maggiorato dei residui attivi…

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Il dato più attenzionato del rendiconto della gestione è certamente il risultato di amministrazione, che costituisce (a ragione ma anche talora un po’ a torto) la cartina di tornasole per valutare lo stato di salute dell’ente.

Esso è costituito dal fondo di cassa esistente al 31 dicembre dell’anno oggetto di rendiconto, maggiorato dei residui attivi e diminuito dei residui passivi, come definiti dallo stesso rendiconto, che recepisce gli esiti della ricognizione annuale e del successivo riaccertamento ordinario. L’importo inoltre è nettizzato dal fondo pluriennale vincolato, distinto fra parte corrente, parte capitale e partite finanziarie. In pratica, il risultato rappresenta, quindi, un valore sintetico che somma dati sulla competenza, sui residui e sulla cassa.

La corretta lettura delle singole componenti è fondamentale per comprenderne la valenza. La cassa è la risultante del fondo di cassa inziale e delle variazioni derivanti dalle riscossioni e dei pagamenti dell’esercizio, a valere sia sulla competenza che sui residui. Si tratta di un dato fondamentale, perché la cassa è uno degli indicatori più importanti ed immediati da analizzare.

La gestione dei residui include sia quelli “da residuo”, ossia derivanti dalle precedenti gestioni, che quelli (impropriamente detti) “di competenza”, ossia derivanti dalla gestione appena conclusa. Anche questa distinzione è molto importante ai fini dell’analisi, perché permette di evidenziare gli sfasamenti fra le partite creditorie e debitorie e la capacità dell’ente di smaltirle nel tempo.

È evidente che è diverso avere un risultato di amministrazione composto in modo preponderante da cassa piuttosto che da crediti.

Infine, il fondo pluriennale vincolato include tutte le obbligazioni passive già perfezionate a valere su entrate riscosse (confluite nel fondo cassa) o accertate (e quindi ricomprese nei residui attivi), ma non ancora esigibili (e quindi non presenti fra i residui passivi.

Il risultato di amministrazione, poi ulteriormente scomposto in quote accantonate, vincolate e destinate agli investimenti, non fornisce informazioni dirette su alcuni elementi cruciali, come l’indebitamento, la tempestività dei pagamenti e gli equilibri di gestione, che vanno quindi verificate mediante altri indicatori.

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