L’aran: le progressioni economiche/differenziali stipendiali

La introduzione di ulteriori criteri nelle selezioni per le progressioni orizzontali correlati alle capacità professionali è da ritenere come una scelta facoltativa. Il periodo di servizio prestato a tempo determinato è utile per determinare l’arco temporale minimo necessario per potere partecipare alle selezioni per le progressioni orizzontali. Quello indicato nella tabella allegata al CCNL 2019/2021 è il numero massimo di progressioni orizzontali acquisibili nella intera vita lavorativa del dipendente. Sono queste alcune delle più recenti indicazioni fornite dall’Aran in risposta ai quesiti posti dalle amministrazioni sull’applicazione delle disposizioni dettate in materia di progressioni orizzontali o economiche o, come ribattezzate, differenziali stipendiali, dal CCNL stipulato in data 16.11.2022 e che, come è noto, riguarda il triennio sia normativo sia economico 2019/2021.

I CRITERI 

Gli unici criteri che hanno un carattere obbligatorio da utilizzare per le selezioni relative alle progressioni orizzontali e/o differenziali stipendiali di cui all’articolo 14 del CCNL 16 novembre 2022, sono la media della valutazione degli ultimi 3 anni e l’esperienza professionale. Deve invece essere considerata come meramente facoltativa la utilizzazione di “ulteriori criteri definiti in sede di contrattazione integrativa .. correlati alle capacità culturali e professionali acquisite anche attraverso i percorsi formativi”. E’ quanto chiarisce il parere Aran n. 6005: siamo in presenza di una indicazione assai importante in quanto viene chiarito un aspetto poco chiaro del testo del contratto collettivo nazionale del 16 novembre 2022.
In questa direzione va la considerazione che “la ponderazione dei criteri”, con riferimento al punteggio, è prevista dal testo dalla norma contrattuale solamente per le prime due voci e che essa non si estende alla terza, che è per l’appunto costituta dagli ulteriori criteri connessi alle “capacità culturali e professionali”.

Ricordiamo che, per espressa previsione contrattuale, ha inoltre un carattere facoltativo la possibilità di assegnare un punteggio aggiuntivo ai dipendenti che da più di 6 anni non sono stati destinatari di alcuna progressione orizzontale o economica o di alcun differenziale stipendiale, termine introdotto dal citato contratto nazionale del 16 novembre 2022.

Ricordiamo che la scelta dei criteri e la loro ponderazione, nel rispetto dei vincoli dettati dal CCNL, è oggetto di contrattazione collettiva decentrata integrativa, al pari della quantificazione delle risorse destinate al finanziamento di questo beneficio ed alla definizione del numero massimo di progressioni che possono essere effettuate nell’anno per ciascuna delle 4 aree professionali. Mentre invece è direttamente il CCNL, con ciò precludendo uno spazio di intervento alla contrattazione collettiva decentrata integrativa, a fissare la decorrenza allo 1 gennaio dell’anno in cui è stato stipulato definitivamente il contratto collettivo decentrato integrativo che le disciplina, le finanzia e ne avvia le procedure.

L’ANZIANITA’ A TEMPO DETERMINATO 

Il periodo di anzianità maturato da un dipendente come assunto a tempo determinato, con particolare riferimento a quella maturata prima della stabilizzazione, ma che si può estendere a tutte queste forma di svolgimento della prestazione lavorativa, concorre a determinare il periodo minimo di 3 anni dalla ultima progressione economica necessario per potere partecipare alle selezioni per l’acquisizione dei differenziali stipendiali. E’ quanto chiarisce l’Aran nel parere CFL 219 a commento delle previsioni dettate dall’articolo 14 del CCNL 16.11.2022.

Le indicazioni dell’Aran aggiungono inoltre che il periodo maturato come dipendente a tempo determinato, deve essere calcolato anche ai fini della verifica del possesso dell’ulteriore requisito dell’assenza di provvedimenti disciplinari negli ultimi 2 anni, requisito che è condizione tassativamente fissata per la partecipazione dei dipendenti a tali selezioni, con la previsione delle regole da applicare nel caso in cui il procedimento sia stato avviato prima della scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione alla selezione.

Viene inoltre evidenziato che perché questa anzianità maturata a tempo determinato possa maturare occorre che essa sia stata “prestata nella stessa categoria/area a cui si riferisce la progressione economica”. Il parere non lo dice espressamente, ma è opportuno aggiungere che, a parere di chi scrive, occorre che essa sia stata maturata anche nello stesso profilo, per come previsto dall’articolo 61, comma 7, del CCNL 16.11.2022, peraltro riprendendo analoghe previsioni dettate dal CCNL 21.5.2018.

Ricordiamo che, sulla base delle previsioni dettate dall’articolo 14 del CCNL 2019/201, la decorrenza minima di un triennio dall’ultima progressione economica per potere partecipare ad una nuova selezione per i differenziali stipendiali può essere dal contratto collettivo decentrato integrativo abbassato a 2 anni o aumentato a 3.

IL NUMERO 

Il numero dei differenziali stipendiali indicato nella tabella A allegata al CCNL 16.11.2022 è quello massimo acquisibile nella intera vita lavorativa del dipendente, cosicchè non si determina una condizione di vantaggio per coloro che transitano in altre PA attraverso la mobilità volontaria. E’ quanto chiarisce l’Aran nel parere CFL 186.

Leggiamo testualmente che esso deve essere inteso come il “numero massimo di progressioni economiche acquisibili dal dipendente durante tutto il periodo in cui permanga l’inquadramento nell’area, anche a seguito di mobilità ad altro ente o amministrazione”. Tale limite non si applica alle progressioni economiche acquisite sulla base dei precedenti contratti collettivi nazionali di lavoro che si sono susseguiti dal 31 marzo del 1999 (cd nuovo ordinamento professionale) e 1 aprile 1999 (normativo del quadriennio 1998/2001 ed economico del biennio 1998/1999) fino a quello del 21 maggio 2018 (normativo ed economico del triennio 2016/2018). Queste progressioni producono effetti sulla base delle nuove disposizioni solamente per la data di almeno 3 anni (in contrattazione decentrata riducibile a 2 od ampliabile a 4) che devono necessariamente trascorrere per potere partecipare ad una selezione per i differenziali stipendiali

Con riferimento alla sovrapposizione tra progressioni orizzontali assegnate sulla base delle regole precedentemente in vigore con il nuovo istituto, per cui coloro che hanno ottenuto le prime, concorrono alla stessa stregua dei dipendenti che non ne hanno avuto, viene avanzata in molti enti la richiesta di introdurre delle forme di penalizzazione ovvero di introdurre punteggi aggiuntivi per quei dipendenti che non hanno avuto erogati questi benefici.

Tale richiesta, pur motivata da esigenze di perequazione, non trova però una base contrattuale a cui fare riferimento. Appare quanto mai opportuno che l’Aran fornisca la propria lettura su questo effetto del contratto nazionale, che rischia di determinare in molte amministrazioni una condizione di notevole tensione tra i dipendenti.

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