
E’ estremamente utile il parere Cfl 202 con cui l’Aran chiarisce che la maggiorazione del 100% dell’indennità di turno nelle giornate festive infrasettimanali si applica anche all’ipotesi di turno notturno, vito che riguarda l’intera giornata del festivo infrasettimanale.
L’articolo 30, comma 5, lettera d), del Ccnl 16.11.2022 è caratterizzato da un testo in parte equivoco, oggettivamente capace di prestarsi a più chiavi di lettura, compresa quella che al turno notturno festivo infrasettimanale potesse un incremento del 50%, inferiore a quello introdotto dal nuovo contratto.
Il parere Cfl fuga i dubbi dovuti ad una certa laconicità della norma contrattuale. Le perplessità spesso nascono da un modo di porsi di fronte alle regole contrattuali non in linea con la loro natura: le amministrazioni tendono a fornire interpretazioni basate sulle tecniche ermeneutiche proprie delle leggi e dei provvedimenti amministrativi. Ma, nel caso della contrattazione collettiva, si tratta appunto di contratti: al di là delle disposizioni letterali, è fondamentale lo spirito dei contraenti, sicchè occorre guardare all’intenzione delle parti. Nel caso di specie, l’intenzione era una consistente maggiorazione dell’indennità di turno, come controprestazione dell’attività lavorativa in festivo settimanale, anche allo scopo di eliminare il contenzioso lungo di anni tra enti locali e dipendenti inseriti nei turni: spesso, come noto, questi hanno chiamato in giudizio gli enti, contestando sia l’entità della controprestazione, sia l’esclusione del diritto al riposo compensativo.
Il Ccnl 16.11.2022 prova a risolvere proprio il contenzioso presente da anni. L’incremento del turno infrasettimanale è certo buona cosa (ma, riduce le disponibilità del fondo per gli altri istituti e di questo gli enti debbono tenere debito conto): tuttavia, i sindacati hanno sempre preteso che oltre alle maggiorazioni stipendiali (qualsiasi fosse la percentuali) spettasse sempre e comunque anche il riposo compensativo.
Il Ccnl, invece, con l’articolo 7, comma 4, lettera ac), prevede l’alternativa: o la maggiorazione, oppure, se la contrattazione decentrata lo consente, il recupero. Staremo a vedere se sarà sufficiente per eliminare i contrasti tra datori pubblici e lavoratori.
