Pensioni nella PA: nuovi coefficienti penalizzano i dipendenti con pochi anni di anzianità

Le novità contenute nell’articolo 33 del Ddl Bilancio 2024 potrebbero comportare un’uscita di massa di quei lavoratori del settore pubblico che possono già vantare un diritto a pensione acquisito ad altro titolo per mettere al riparo l’assegno pensionistico. Poichè la manovra stabilisce la revisione, dal 1° gennaio 2024, dei coefficienti utilizzati per il calcolo delle quote retributive,…

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Le novità contenute nell’articolo 33 del Ddl Bilancio 2024 potrebbero comportare un’uscita di massa di quei lavoratori del settore pubblico che possono già vantare un diritto a pensione acquisito ad altro titolo per mettere al riparo l’assegno pensionistico. Poichè la manovra stabilisce la revisione, dal 1° gennaio 2024, dei coefficienti utilizzati per il calcolo delle quote retributive, saranno rivisti con un notevole ribasso, soprattutto per anzianità minime al 31 dicembre 1992.

Le novità riguardano tra gli altri anche gli iscritti alla Cassa pensioni dipendenti enti locali. Invece per il personale iscritto alla Cassa Stato (come amministrazioni statali, scuole e università statali) le aliquote sono, da sempre, lineari e aumentano in misura proporzionale a fronte di una maggiore anzianità contributiva. Analogo discorso vale per il personale iscritto al Fondo pensione lavoratori dipendenti amministrato dall’Inps.

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