Piao: come compilare la sezione Programmazione dei fabbisogni per gli enti con meno di 50 dipendenti?

Gli enti con meno di 50 abitanti quali sezioni del Piao, riferite alla programmazione dei fabbisogni, non sono tenuti a compilare? Se si guarda lo schema allegato al DM 132/2022, in apparenza debbono compilare l’intera sezione 3.3: Le cose, però, non sono così semplici. Occorre, infatti, leggere quanto prevede l’articolo 6, comma 3, del medesimo…

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Gli enti con meno di 50 abitanti quali sezioni del Piao, riferite alla programmazione dei fabbisogni, non sono tenuti a compilare?

Se si guarda lo schema allegato al DM 132/2022, in apparenza debbono compilare l’intera sezione 3.3:

Le cose, però, non sono così semplici. Occorre, infatti, leggere quanto prevede l’articolo 6, comma 3, del medesimo decreto: “Le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 sono tenute, altresì, alla predisposizione del Piano integrato di attività e organizzazione limitatamente all’articolo 4, comma 1, lettere a), b) e c), n. 2”.

Occorre, allora, esaminare il contenuto dell’articolo 4, comma 1, che collochiamo in una tabella per evidenziare quali sottosezioni siano obbligatorie per gli enti con meno di 50 dipendenti e quali no:

La sezione è ripartita nelle seguenti sottosezioni di programmazione:

SottosezioneObbligatorietà per enti <50 dipendenti
a) Struttura organizzativa: in questa sottosezione è illustrato il modello organizzativo adottato dall’Amministrazione, e sono individuati gli interventi e le azioni necessarie programmate di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a);SI’
b) Organizzazione del lavoro agile: in questa sottosezione sono indicati, in coerenza con la definizione degli istituti del lavoro agile stabiliti dalla Contrattazione collettiva nazionale, la strategia e gli obiettivi di sviluppo di modelli di organizzazione del lavoro, anche da remoto, adottati dall’amministrazione. A tale fine, ciascun Piano deve prevedere: [omissis]SI’
c) Piano triennale dei fabbisogni di personale: indica la consistenza di personale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di adozione del Piano, suddiviso per inquadramento professionale e deve evidenziare: 
1) la capacità assunzionale dell’amministrazione, calcolata sulla base dei vigenti vincoli di spesa;NO
2) la programmazione delle cessazioni dal servizio, effettuata sulla base della disciplina vigente, e la stima dell’evoluzione dei fabbisogni di personale in relazione alle scelte in materia di reclutamento, operate sulla base della digitalizzazione dei processi, delle esternalizzazioni o internalizzazioni o dismissioni di servizi, attività o funzioni;SI’
3) le strategie di copertura del fabbisogno, ove individuate;NO
4) le strategie di formazione del personale, evidenziando le priorità strategiche in termini di riqualificazione o potenziamento delle competenze organizzate per livello organizzativo e per filiera professionale;NO
5) le situazioni di soprannumero o le eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionaliNO

Dunque, coordinando l’allegato al testo delle norme, si scopre che della sezione connessa alla pianificazione dei fabbisogni gli enti con meno di 50 dipendenti dovrebbero limitarsi ad elaborare solo la sotto sezione “programmazione delle cessazioni dal servizio, effettuata sulla base della disciplina vigente, e la stima dell’evoluzione dei fabbisogni di personale in relazione alle scelte in materia di reclutamento, operate sulla base della digitalizzazione dei processi, delle esternalizzazioni o internalizzazioni o dismissioni di servizi, attività o funzioni”.

Per quanto tale indicazione sia sorretta dalle esigenze di semplificazione dell’opera, molto più complessa di quanto gli ideatori del Piao non abbiano percepito, di programmazione, tuttavia l’esclusione delle altre sotto sezioni è da considerare oggettivamente un non senso.

Se il piano triennale dei fabbisogni deve indicare la consistenza di personale al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di adozione del Piano, suddiviso per inquadramento professionale, non può mancare una compilazione dei seguenti dati:

3.3 Piano triennale dei fabbisogni di personale 
Numero complessivo dei dipendenti in servizio: 
Uomini: 
Donne: 
Tempi indeterminati: 
Tempi determinati (compresi articoli 90 e 110): 
Altri contratti flessibili: ________ 
Tempi parziali: ______ 
Totale giornate lavorabili nell’anno: ______ 
Totale giornate ammesse al lavoro agile nell’anno: 
Totale dirigenti: ______ 
Totale categoria D: _______ 
Totale categoria C: _______ 
Totale categoria B3: _______ 
Totale categoria B1: ______ 
Totale categoria A: ______ 
Totale profilo ALFA: ______ 
Totale profilo BETA: ____ 
Totale profilo GAMMA: _____ (eccetera) 
rapporto dirigenti/qualifiche non dirigenziali; 
rapporto tra tempo determinato/tempo indeterminato; 
rapporto tra profili professionali. 
Numero dei cedolini stipendiali erogati nell’anno (utilizzando il criterio suggerito dalla nota 82881 MEF – RGS – Prot. 12454 del 15/01/2021 – U, per applicare il criterio stabilito dall’ultimo periodo dei commi 1-bis e 2 dell’articolo 33 del d.l. 34/2019). 

Ma, i dati sopra evidenziati, per altro estrapolabili facilmente dai programmi gestionali del personale (che sarebbe opportuno collegare alla piattaforma informatica di compilazione del Piao; nelle more, è utile che il Piao riporti i dati estratti dal gestionale a data certa), sono non solo un’utile ricognizione, bensì necessari ai fini della determinazione degli spazi assunzionali.

Ma, secondo il testo del DM, non andrebbe inserito nel Piao proprio la verifica della capacità assunzoonale:

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= NO

a) capacità assunzionale calcolata sulla base dei vigenti vincoli di spesa.  IPOTESI DI COMPILAZIONE: Occorre rappresentare le grandezze da stimare in base all’articolo 33 del d.l. 34/2019 e del DM 17.3.2020 per i comuni e del DM 11.1.2022 per gli “enti di area vasta” (sic), definite in base all’ultimo rendiconto approvato. Poiché in corso di ogni anno, entro il 30 aprile se non vi sono slittamenti, si approva il nuovo rendiconto, c’è da chiedersi se sia da aggiornare questa specifica sottopartizione del Piao. Il suggerimento è di rispondere positivamente: successivamente alla deliberazione di approvazione del rendiconto da parte del consiglio, la giunta, citando quella, aggiorna il Piao per questa parte.

E’, tuttavia, impensabile che una programmazione del personale non contenga proprio l’elemento cruciale della verifica della capacità assunzionale.

D’altra parte, nell’ottica di una programmazione dei fabbisogni, la stima delle assunzioni possibili si congiunge strettamente anche con quella delle cessazioni dal servizio, per capire le capacità che ha l’ente di fare fronte alle uscite e considerare le eventuali possibilità di aumento (se virtuoso) della dotazione.

In effetti, il decreto prevede come obbligatoria la compilazione di tale sottosezione:

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= SI’

b) stima del trend delle cessazioni, sulla base ad esempio dei pensionamenti.L’andamento della programmazione delle assunzioni non può non essere influenzato in ogni caso dal turn over.

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= NO

c) stima dell’evoluzione dei bisogni, in funzione di scelte legate, ad esempio, o alla digitalizzazione dei processi (riduzione del numero degli addetti e/o individuazione di addetti con competenze diversamente qualificate) o alle esternalizzazioni/internalizzazioni o a potenziamento/dismissione di servizi/attività/funzioni o ad altri fattori interni o esterni che richiedono una discontinuità nel profilo delle risorse umane in termini di profili di competenze e/o quantitativi.  IPOTESI DI COMPILAZINE: Questa sottopartizione è uno dei contenuti fondamentali della determinazione dei fabbisogni di personale, perché connessa alla valutazione nel breve medio termine dell’adeguatezza dei profili professionali e delle competenze rispetto a innovazioni in corso o già avvenute nella lavorazione, tali da rendere obsoleti o inefficienti alcuni profili. Da qui occorre prendere le mosse per uno degli elementi fondamentali del piano: la stima di eventuali esuberi, ai sensi dell’articolo 33 del d.lgs 165/2001. Esempio. E’ in questa sottopartizione la sede ove ragionale sul profilo del messo comunale, visto l’albo pretorio on line e soprattutto il Dpcm 58/2022, che attiva (finalmente) piattaforma per la notificazione degli atti della pubblica amministrazione. C’è da chiedersi se la figura del messo notificatore sia ancora utile o se non vada trasformata o eliminata. E’ sempre in questa sottopartizione il luogo nel quale trarre le conseguenze (sempre ai sensi dell’articolo 33 del d.lgs 165/2011, ma anche dell’articolo 6-bis e dell’articolo 31 del medesimo d.lgs) relative al personale, connesse a decisioni sull’acquisizione di appalti di servizi, o la partecipazione a o costituzione di società partecipate, cui esternalizzare i servizi. Ma, la programmazione è qui che deve anche tenere conto di nuove modalità operative e gestionali, tali da richiedere nuova e diversa configurazione delle competenze e dei profili professionali, sì da formare presupposto per la successiva sottopartizione da dedicare alla formazione.

Il piano dei fabbisogni è strettamente connesso alle previsioni dell’articolo 6 del d.lgs 165/2001, del quale è attuazione.

Pertanto, la programmazione non è solo una quantificazione delle assunzioni possibili, ma la verifica in primo luogo del fabbisogno di professionalità. Gli enti si debbono porre il problema di comprendere di quali figure professionali eventualmente nuove abbiano bisogno per la corretta gestione.

L’analisi, quindi, dei profili professionali, del resto regolata nel dettaglio dalle nuove Linee di indirizzo adottate dalla Funzione Pubblica, non può mancare, per dare un senso concreto alla programmazione dei fabbisogni. Eppure, il decreto non prevede che gli enti con meno di 50 dipendenti evidenzino la strategia di copertura del fabbisogno.

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= NO

Strategia di copertura del fabbisogno. a quali competenze si acquisiscono;  Si tratta dell’ulteriore parte fondamentale della pianificazione dei fabbisogni, nella quale illustrare quali siano gli strumenti scelti nell’anno dalla singola PA per acquisire le professionalità mancanti, sia in termini di ricostituzione della forza lavoro persa per cessazione dal servizio, sia di introduzione di profili nuovi, sia di valorizzazione eventuale di possibili competenze interne. Quindi, in questa sottosezione si compie la scelta relativa: a quali competenze si acquisiscono;a quante competenze si acquisiscono;a come le si acquisiscono.

Anche in questo caso, si tratta di una indicazione incomprensibile.

Ancora, il piano dei fabbisogni può, anzi dovrebbe, verificare la possibilità che le esigenze di nuove professionalità e competenze si soddisfino non necessariamente con maggiori assunzioni, ma con una riqualificazione delle competenze del personale in servizio. Dunque, la formazione del personale risulta consustanziale ad un corretto e completo programma dei fabbisogni. Eppure, anche questo aspetto è escluso.

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= NO

le strategie di formazione del personale, evidenziando le priorità strategiche in termini di riqualificazione o potenziamento delle competenze organizzate per livello organizzativo e per filiera professionale 

Non si può dire che questa indicazione abbia utilità e coerenza alcuna con una vera ed utile programmazione.

La quale, sempre stando alle disposizioni dell’articolo 6 del d.lgs 165/2001, deve anche indicare se e in che misura e per quali motivazioni risulti personale in esubero, da inserire, quindi, nelle liste di disponibilità per far scattare il meccanismo disciplinato dagli articoli 33, 34 e 34-bis, del d.lgs 165/2001. Solo elaborando il fabbisogno in modo completo risulta evidente quali competenze e figure non rientrino appunto nelle necessità lavorative ritenute utili per l’ente.

Tuttavia, il decreto esclude anche questa fondamentale parte della programmazione.

Enti sotto con meno di 50 dipendenti= NO

Le situazioni di soprannumero o le eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali. 
Elenco di personale da collocare in esubero: 
Settore A: Dipendenti da collocare in esubero e in disponibilitàMotivazioni
Cat. D/Area Funzionari EQ no sì, n. 
Cat. C/ Area Istruttori no sì, n. 
Cat. B3 Area Operatori Esperti no sì, n. 
Cat. B1 Area Operatori Esperti no sì, n. 
Cat. A Area Operatori no sì, n. 

L’unica conclusione utile e pratica da trarre è che la semplificazione suggerita dal decreto non semplifica nulla.

La programmazione dei fabbisogni non può limitarsi alla sola stima del trend delle cessazioni. Non sarebbe nemmeno rispettosa degli obblighi di legge, né, comunque, completa ed utile.

Meglio, sul piano dell’utilità pratica, lo sforzo di compilare anche le sottosezioni che il decreto considera non obbligatorie.

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