Piccoli comuni, si allunga di un anno lo “scavalco” dei vice segretari.

Nel decreto omnibus è stata inserita anche la proroga relativa all’articolo 16-ter, commi 9 e 10, del dl l62/2019. In realtà, per misteriose ragioni di “legistica”,  la norma (art. 2, comma 6, del testo) agisce sull’art. 14-sexies del decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 gennaio 2023, n. 6.

La disciplina oggetto di proroga si applica ai soli comuni aventi popolazione fino a 5000 abitanti, ovvero popolazione complessiva fino a l0.000 abitanti, nel caso di comuni che abbiano stipulato tra loro convenzioni per l’ufficio di segreteria.

In tali casi, le funzioni di carattere sostitutivo attribuite dalla legge al vice-segretario possono essere svolte per un periodo ulteriore rispetto a quello ordinario (120 giorni), e comunque per un arco temporale non superiore a ventiquattro mesi complessivi da funzionari di ruolo in servizio da almeno due anni presso un ente locale, in possesso dei requisiti per la partecipazione al concorso per l’accesso alla carriera di segretario, previo assenso dell’ente locale di appartenenza e consenso dello stesso interessato.

Tale disciplina presentava una efficacia temporale limitata ai tre armi successivi alla sua adozione, con la conseguenza che il descritto istituto sarebbe stato applicabile fino al 31 dicembre 2022. Lo scorso anno il dispositivo è stato allungato l’efficacia fino al 31 dicembre 2023 e adesso di passerebbe al 31 dicembre 2024. 

A parere di chi scrive, sarebbe più sensato rendere stabile, portandolo a regime, lo scavalco, posto che esso è attivabile solo qualora sia vacante la sede di segreteria,  singola  o  convenzionata  e  la  procedura  di pubblicizzazione finalizzata alla nomina del segretario  titolare  ai sensi dell’articolo 15, comma 4, del regolamento di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465,  sia andata deserta e non risulti possibile assegnare un segretario  reggente a scavalco. In tal modo non non vi sono rischi di abuso; ma trascinare la proroga di anno in anno rende solo il meccanismo inutilmente precario.

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Un commento

  • Luca Marrapodi

    Non è il comma 6 ma il comma 5 dell’art. 2.
    Il dott. Barbero dimostra grande buon senso derivante da competenza e conoscenza del funzionamento dei Comuni. In particolare i piccoli Comuni.

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