Dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue del 5 febbraio che ha bocciato il diritto di prelazione nel project financing a iniziativa privata, si apre il cantiere delle soluzioni normative. Operatori e politica indicano nel rafforzamento del dialogo competitivo la possibile via per salvaguardare l’apporto progettuale dei privati garantendo al tempo stesso la concorrenza. Il rischio è che senza forme di premialità per il promotore si blocchino nuove iniziative, visto l’elevato costo delle proposte progettuali. Allo studio anche una revisione dell’articolo 193 del Codice dei contratti.
