Italia Oggi del 14.2.2022, con l’articolo di Alessandra Ricciardi “Per l’edilizia scolastica modello Genova rafforzato”, informa che il Consiglio dei Ministri approverà un decreto, ennesimo, finalizzato a spingere la spesa e le opere di edilizia scolastica ai fini del Pnrr, estendendo il “modello Genova” anche a sindaci e presidenti delle province, competenti per i lavori negli edifici scolastici.
Ma, se le modalità di affidamento degli appalti previste dal codice dei contratti e Consip ed altri soggetti aggregatori sono un imbuto che impedisce di realizzare le opere in tempi adeguati, semplicemente perchè non si abolisce, da un lato, l’assurdo obbligo di utilizzare un numero limitato di soggetti aggregatori e, dall’altro, non si rende ordinaria la procedura stile Genova? A parte il non trascurabile dettaglio che a Genova la progettazione fu regalata e le imprese si sottrassero volontariamente al mercato, lasciando campo libero all’unico concorrente.
Andrea Mascolini, sempre su Italia Oggi, nell’articolo “Pnrr in porto a ogni costo” dettaglia i contenuti del nuovo decreto legge in pista per ulteriori “accelerazioni”, fatto di ancora ulteriori deroghe: estensione vastissima degli affidamenti diretti per le progettazioni e perfino il ritorno all’incentivo per le funzioni tecniche ai dirigenti, cancellato nel 2013 sull’onda delle inchieste populiste in stile Stella-Rizzo, che tanto male hanno indirizzato il Legislatore verso riforme assurde, come quella delle province, o insensati orpelli burocratici come, appunto, l’eliminazione degli incentivi ai dirigenti tecnici; pochi soldi risparmiati, tanta inefficienza procurata.
