La Pa italiana è di fronte a una transizione senza precedenti: entro il 2034 andranno in pensione circa 1,2 milioni di lavoratori, pari al 32% degli attuali dipendenti. L’uscita massiccia di personale esperto rischia di disperdere competenze critiche, dato che solo il 18% della conoscenza viene oggi trasferita in modo strutturato. Le difficoltà nel reclutamento, aggravate da retribuzioni meno competitive del privato, mettono in luce una sfida qualitativa oltre che quantitativa. Infatti, il ricambio dovrebbe essere colto come un’opportunità per ripensare modelli organizzativi, rafforzare formazione e attrattività e valorizzare il capitale umano come vero investimento strategico per il Paese.
