Appalti, quel vecchio sapore stantio di “supremazia speciale” della PA

Indicazioni del tutto criticabili quelle espresse dall’Anac con la delibera del 14 gennaio 2025, n. 15, secondo la quale va automaticamente escluso un operatore economico che non abbia presentato i costi del lavoro e della sicurezza, nonostante la piattaforma di gara non prevedesse campi ove specificarli. Il parere ricorda che è onere, anzi dovere, dell’operatore…

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Indicazioni del tutto criticabili quelle espresse dall’Anac con la delibera del 14 gennaio 2025, n. 15, secondo la quale va automaticamente escluso un operatore economico che non abbia presentato i costi del lavoro e della sicurezza, nonostante la piattaforma di gara non prevedesse campi ove specificarli. Il parere ricorda che è onere, anzi dovere, dell’operatore muoversi direttamente, per chiedere alla stazione appaltante i chiarimenti, senza poter invocare il soccorso istruttorio

Pretendere l’applicazione del principio di autoresponsabilità, quando è la PA a restare laconica ed omissiva, non illustrando come specificare i costi della manodopera e della sicurezza, appare atteggiamento degno della vecchia concezione della “supremazia speciale”, in omaggio alla quale il cittadino è più un suddito, soggetto a dover chiedere per avere.

L’idea dell’Anac è che sia dovere dell’appaltatore chiedere precisazioni sulle modalità di gara.

Non sfiora l’Authority, però, che sia dovere ben maggiore della PA dotarsi in primo luogo di piattaforme digitali per la gara complete e funzionali e, in secondo luogo, produrre bandi e disciplinari di qualità, completi e chiari. Con l’ulteriore dovere di portare tutti i partecipanti a conoscenza di correzioni o integrazioni, connesse a lacune genetiche. Senza dover attendere la questua dei partecipanti.

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