L’Unione Europea stanzia 200 miliardi per l’intelligenza artificiale ma la Pubblica Amministrazione italiana è ancora ferma. Mentre le grandi aziende aumentano gli investimenti, la PA e le PMI restano indietro, con il rischio di dipendere esclusivamente da soluzioni sviluppate all’estero. L’IA potrebbe essere la chiave per migliorare efficienza e produttività del settore pubblico ma senza un piano strategico chiaro l’Italia rischia di perdere l’opportunità. Servono investimenti mirati, formazione e progetti concreti per integrare l’IA nei processi pubblici, automatizzando attività ripetitive e migliorando l’accesso ai dati. Senza una svolta, la PA resterà un freno anziché un motore dell’innovazione.
