Illegittimità dell’avviso di selezione per le progressioni verticali.

    Il Tar Lazio, con la sentenza n. 12685 del 26 giugno 2025, ha dichiarato illegittimo l’avviso di selezione per progressione economica adottato da Roma Capitale, che attribuiva punteggi diversi all’esperienza maturata nella stessa famiglia professionale presso Roma Capitale rispetto a quella acquisita in altra amministrazione.     Il medesimo giudice amministrativo ha rilevato che questa distinzione altera in modo…

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    Il Tar Lazio, con la sentenza n. 12685 del 26 giugno 2025, ha dichiarato illegittimo l’avviso di selezione per progressione economica adottato da Roma Capitale, che attribuiva punteggi diversi all’esperienza maturata nella stessa famiglia professionale presso Roma Capitale rispetto a quella acquisita in altra amministrazione. 

   Il medesimo giudice amministrativo ha rilevato che questa distinzione altera in modo ingiustificato l’unica alternativa prevista dal regolamento, creando un trattamento irragionevole. 

    Da un lato, ha equiparato l’esperienza svolta in un settore professionale differente presso Roma Capitale a quella svolta nello stesso settore, ma in altra amministrazione. 

     Dall’altro, discrimina senza motivazione l’esperienza maturata nello stesso ambito professionale in altra amministrazione rispetto a quella svolta presso Roma Capitale, senza evidenziare caratteristiche operative tali da giustificare un trattamento più favorevole. 

     Va inoltre sottolineato che la procedura di progressione riguarda esclusivamente dipendenti della stessa amministrazione e non può prescindere dalla valutazione delle professionalità acquisite, pena la violazione del principio di buon andamento della pubblica amministrazione previsto dall’articolo 97 della Costituzione.

     L’illegittimità dell’avviso di selezione per le progressioni economiche può derivare da diverse cause, principalmente legate a una non corretta applicazione della normativa di riferimento, sia contrattuale che di legge. 

     In particolare, è importante verificare che la procedura selettiva non si configuri come un concorso mascherato, ma rispetti i criteri di comparazione definiti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. 

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