Con il parere n. 32/2025, Anac ha segnalato gravi criticità nello statuto della società in house affidataria del servizio idrico in una regione del Levante. L’Autorità rileva che la debole partecipazione dei Comuni soci non è controbilanciata da efficaci strumenti di controllo, come previsto dalla normativa nazionale ed europea. In particolare, risulta insufficiente il potere di nomina degli organi sociali e inadeguata la composizione del Comitato di Coordinamento e Controllo, composto da soli sei membri non rappresentativi dei 257 Comuni. Criticità anche nella durata dell’organo e nei suoi poteri, ritenuti non idonei a garantire un controllo analogo congiunto effettivo.
