Secondo l’audizione Istat sul Dpfp, la crescita delle retribuzioni reali avviata a fine 2023 prosegue ma non ha colmato il divario con il passato: i salari restano inferiori del 9% rispetto a gennaio 2021. Nel 2024 le retribuzioni contrattuali sono salite del 3,1% (+4% nel privato, +0,1% nella PA), riducendo l’impatto dell’inflazione (+1,1%). Tra gennaio e agosto 2025 l’aumento medio è del 3,4%, doppio rispetto ai prezzi, sebbene in rallentamento. L’Istat prevede per l’anno una crescita complessiva del 3,1%, a garanzia di un ulteriore recupero del potere d’acquisto. Restano forti i divari territoriali e demografici: la spesa delle famiglie del Nord-est supera del 38% quella del Sud, mentre il capitale umano giovanile, sempre più scarso, è indicato come chiave per rilanciare produttività e salari.
