Sul suo sito istituzionale, fra le notizie in evidenza, l’Anac tuona contro il Comune di Pescara. Sembrerebbe, infatti, che nella città abruzzese gli operatori economici a ricevere appalti di lavoro siano sempre gli stessi. Evidente, quindi, secondo l’Authority, la violazione del principio di rotazione nell’affidamento diretto di appalti o nell’invito a procedure negoziate. Le anomalie riscontrate, si precisa, involgerebbero gli affidamenti di lavori negli anni 2020, 2021, 2022 e 2023 (primo trimestre). Il Comune di Pescara, quindi, avrebbe dovuto diversificare maggiormente la scelta delle potenziali controparti contrattuali, ampliando la platea di operatori economici a cui rivolgersi. Ciò, nello specifico, a garanzia del principio di concorrenza nonché di quello di economicità ed efficacia della Pubblica amministrazione, la quale potendo esaminare un maggior numero di offerte provenienti da operatori differenti, sarebbe facilitata nello scegliere quella più consona alle esigenze del caso.
