Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2129 del 16 marzo 2026, chiarisce che le clausole della lex specialis che attribuiscono punteggi premiali per certificazioni di qualità vanno lette in coerenza con la loro funzione. Se il disciplinare richiede, per i consorzi ex art. 65, comma 2, lett. b), c) e d), d.lgs. 36/2023, il possesso della certificazione sia in capo al consorzio sia alle consorziate esecutrici, tale regola vale anche quando il consorzio partecipa in RTI. La partecipazione in raggruppamento non consente infatti di superare la ratio della clausola premiale, diretta a garantire che gli standard qualitativi sussistano anche in capo a chi eseguirà concretamente la prestazione.
