Diniego illegittimo senza il preavviso di rigetto

La mancata comunicazione del preavviso di rigetto comporta l’illegittimità del provvedimento non preventivamente comunicato.

Lo conferma la sentenza del tar Lazio Roma, Sezione IV ter, 17.11.2023, n. 17200, che ha annullato un diniego ad un’istanza di sanatoria, cagionato proprio dalla mancata comunicazione dei motivi ostativi al suo accoglimento.

I banalizzatori di professione, secondo i quali “semplificare” ed essere “orientati al risultato” significa saltare passaggi amministrativi arbitrariamente considerati ridondanti, in nome di un efficientismo para aziendalistico totalmente fuori luogo, hanno fatto danni incalcolabili, convincendo gli operatori che sia appunto possibile semplificare eliminando passaggi anche obbligatori.

L’opera di semplificazione non è questa. Non consiste nel non compiere atti ed azioni necessarie. La necessità è dettata, come nel caso del preavviso di rigetto dalla legge: nessuna gestione “efficiente” ed “efficace”, nonchè “semplificata” lo è veramente se irrispettosa del principio fondamentale, quello di legalità dell’azione amministrativa.

Nè, anche sul piano logico matematico, la semplificazione deriva dall’omettere passaggi.

Si guardi la semplice espressione seguente:

 {[7* (2+1) – 2*3] / (1+ 2)} – [(3* 2+ 5) – 10]

{[7* 3 – 6] / 3} – [(6+ 5) – 10]

{[21 – 6] / 3} – [11 – 10]

{15 / 3} – 1

5-1= 4

Semplificare significa ridurre i termini iniziali, adottando strumenti semplici per gestire i passaggi. Ma, se non si effettua una delle operazioni necessarie, il risultato sarà sempre e solo sbagliato.

Quindi, si può semplificare utilizzando strumenti digitali e tecnologici, coinvolgendo il minor numero di risorse operative, aprendo alla partecipazione concomitante delle controparti. Ma, non eliminando una delle attività od operazioni necessarie. La comunicazione del preavviso di rigetto può apparire ridondante, eccessiva, “burocratica” a chi guarda la disciplina del procedimento amministrativo sotto un’ottica esclusivamente organizzativa.

Il preavviso di rigetto, invece, se visto come strumento di democrazia partecipativa al procedimento, finalizzato a consentire al destinatario di presentare fino all’ultimo osservazioni e documenti che possano incidere sulla decisione finale anche facendo cambiare idea sul contenuto decisorio, è uno strumento di attuazione del principio costituzionale del giusto procedimento, nonchè un mezzo per scongiurare i contenziosi.

Omettere il preavviso di rigetto, quindi, è sempre una scelta sbagliata. Sia perchè espone l’amministrazione all’inefficienza ed alla spesa connessa ad eventuali ricorsi che la vedrebbero sempre soccombente, sia perchè lede i diritti partecipativi dei destinatari dell’azione amministrativa.

Autore

Visits: 219

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *