Equo compenso: ancora un balzo all’indietro

Occupandosi della spigolosa questione dell’equo compenso di cui, sulla presente piattaforma, si è detto e scritto tanto, la sentenza numero 1494/2024 della sezione II del TAR Salerno ha fatto registrare un considerevole passo all’indietro rispetto a quelli che sono stati i più recenti orientamenti giurisprudenziali (es. TAR Veneto 632/ 2024). Infatti, è stato puntualizzato che…

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Occupandosi della spigolosa questione dell’equo compenso di cui, sulla presente piattaforma, si è detto e scritto tanto, la sentenza numero 1494/2024 della sezione II del TAR Salerno ha fatto registrare un considerevole passo all’indietro rispetto a quelli che sono stati i più recenti orientamenti giurisprudenziali (es. TAR Veneto 632/ 2024). Infatti, è stato puntualizzato che la previsione di tariffe minime non soggette a ribasso rischierebbe di porsi in contrasto con il diritto euro-unitario e con il gioco della concorrenza. In materia di compensi professionali, l’indicazione delle tariffe minime e massime sarebbe vietata in quanto incompatibile con il diritto dell’Unione Europea, pur ammettendosi deroghe per motivi di interesse pubblico, come la tutela dei consumatori, la qualità dei servizi e la trasparenza dei prezzi.

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