La sottoscrizione del contratto con il vincitore non impedisce all’amministrazione di correggere in autotutela la graduatoria di una progressione verticale, se emergono errori nelle valutazioni.
Secondo i giudici amministrativi, la graduatoria mantiene un’autonomia giuridica che consente al Comune di rivederla anche successivamente alla stipula, senza che ciò violi il principio di certezza del rapporto di lavoro.
Si tratta di un potere legittimo, fondato sulla necessità di assicurare legalità e correttezza all’azione amministrativa, purché siano rispettate le garanzie dei controinteressati. È quanto affermato dal Tar Puglia, Lecce, sezione II, con sentenza 8 ottobre 2025, n. 1350.
