Il falso mito dei comuni sceriffi anti evasione

Il decreto (in corso di approvazione) che attua la delega fiscale sui tributi locali rispolvera l’incentivo ai comuni per il concorso al contrasto dell’evasione fiscale. Lo strumento nasce con il decreto-legge n. 203/2005 (poi ripetutamente modificato), che ha introdotto dei premi per le “segnalazioni qualificate” che danno luogo ad accertamenti. All’ente che ha fornito elementi…

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Il decreto (in corso di approvazione) che attua la delega fiscale sui tributi locali rispolvera l’incentivo ai comuni per il concorso al contrasto dell’evasione fiscale.

Lo strumento nasce con il decreto-legge n. 203/2005 (poi ripetutamente modificato), che ha introdotto dei premi per le “segnalazioni qualificate” che danno luogo ad accertamenti. All’ente che ha fornito elementi utili viene riconosciuto il 100% della somma riscossa.

L’Incentivo si applica alle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, al netto delle somme spettanti ad altri enti ed alla UE. Pertanto, la consistenza di questi trasferimenti è un ottimo proxy del grado di collaborazione fra il centro e la periferia nello svolgimento di una funzione unanimemente considerata come strategica a fronte dell’enorme entità che il “sommerso” presenta nel nostro Paese.

Ebbene, negli ultimi anni si è registrato un drastico calo delle somme erogate ai comuni: se nel 2015 l’importo si attestava intorno ai 22 milioni, nel 2023 si è scesi a circa 3 milioni. La Corte dei conti, già nella relazione al rendiconto generale dello Stato per l’anno 2016, aveva definito “marginale” l’apporto dei comuni all’attività di accertamento, oltre che assai disomogeneo su base territoriale.

Oggi, più che marginale, l’apporto è quasi nullo e pressoché irrilevante. Del resto, i comuni spesso non hanno la forza di gestire i propri tributi (come il tax gap mostra inequivocabilmente), figuriamoci se riescono a collaborare con Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza.

L’incentivo non basta, anche perché a beneficiarne sarebbe solo il bilancio dell’ente e non quello di chi, all’interno dello stesso, è chiamato a confezionare le segnalazioni. Da tempo, si auspica un rafforzamento dei meccanismi di incentivo a favore del personale degli uffici tributi, ma gli interventi sul tema hanno la stessa efficacia di quelli riguardanti il complesso degli emolumenti del personale del comparto Funzioni locali. Se si vogliono gli sceriffi bisogna fornire loro almeno le stellette. 

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