Istanza di accesso agli atti: non basta la firma del solo difensore

Appena due giorni fa, è stata pubblicata una pronuncia di rilievo in tema di diritto d’accesso. In particolare, il Collegio è stato investito, seppur indirettamente, della seguente questione: una domanda ostensiva sottoscritta esclusivamente dal difensore dell’accedente è ammissibile? Sul punto, è stato asserito a chiare lettere che la P.A. destinataria dell’istanza debba essere posta nelle…

Data

Categoria

Appena due giorni fa, è stata pubblicata una pronuncia di rilievo in tema di diritto d’accesso.

In particolare, il Collegio è stato investito, seppur indirettamente, della seguente questione: una domanda ostensiva sottoscritta esclusivamente dal difensore dell’accedente è ammissibile? Sul punto, è stato asserito a chiare lettere che la P.A. destinataria dell’istanza debba essere posta nelle condizioni di accertare la sua riferibilità all’interessato, al fine di poter verificare la sussistenza dell’interesse all’accesso e che, pertanto, nel caso di formulazione da parte del difensore, sia necessaria, a pena di inammissibilità, anche la sottoscrizione del diretto interessato ovvero l’allegazione del mandato difensivo.

Tra l’altro, discutendosi dell’elemento (essenziale) concernente all’imputabilità giuridica della richiesta, non potrebbe invocarsi il soccorso istruttorio ex art. 6, co. 5, D.P.R. n.184/2006; né, tantomeno, sarebbe possibile sopperire a posteriori (e, precisamente, in sede processuale) alla mancanza.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…