Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro impone di ripensare le politiche per la mobilità dei lavoratori, anche nel settore pubblico. Sanità, scuola ed enti locali soffrono carenze di personale aggravate da salari non adeguati al costo della vita nelle grandi città. Secondo alcuni ministri, servono misure strutturali come indennità di residenza o incentivi abitativi per attrarre lavoratori dove i servizi essenziali sono scoperti. La rigidità salariale e l’assenza di una regia centrale lasciano irrisolti i divari territoriali e generazionali, in un mercato del lavoro sempre più competitivo e diseguale.
