Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) italiano è a metà del percorso, ma la realizzazione dei progetti procede lentamente. Della previsione di spesa per il 2024, che ammonta a 43 miliardi di euro, solo il 22% è stato speso, ossia l’equivalente di 10 miliardi. I ritardi riguardano soprattutto i Comuni, con un terzo dei progetti in difficoltà e il 14% non ancora avviato. Il Sud risente particolarmente della situazione, con solo il 36% dei fondi allocati, percentuale al di sotto del 40% minimo previsto. Il rapporto di The European House – Ambrosetti stima che, se correttamente attuato, il Pnrr potrebbe incrementare il PIL italiano dell’1,9% dal 2026, ma è cruciale accelerare la spesa e superare gli ostacoli burocratici per raggiungere gli obiettivi. I veri punti critici infatti restano la complessità dell’iter amministrativo che si interfaccia con la rendicontazione dei risultati.
