Il Garante per la protezione dei dati personali, nel provvedimento del 5 febbraio 2024, ha espresso un proprio parere in merito alla possibilità di rendere ostensibili, tramite l’istituto dell’accesso civico, dati e informazioni personali contenuti nei verbali o documenti relativi alle valutazioni comparative (dei funzionari assegnati ad un’agenzia regionale) effettuate per l’attribuzione di 18 incarichi di elevata qualificazione. In proposito, l’Autorità indipendente, pur riconoscendo la sussistenza di specifici obblighi di pubblicazione sui siti web istituzionali delle P.a. di dati e informazioni riguardanti i soggetti «titolari di posizioni organizzative», ha osservato che il diniego di accesso civico alle valutazioni comparative all’esito delle quali sono stati attribuiti gli incarichi, sarebbe più che corretta. Infatti, le medesime riporterebbero dati e informazioni personali dei partecipanti di natura delicata e riguardanti, fra l’altro, le caratteristiche individuali relative, ad esempio, alla preparazione professionale e alla migliore o minore attitudine a svolgere un determinato incarico. Di conseguenza, un eventuale ostensione degli atti richiesti, in quanto riferiti ai singoli dipendenti e riguardanti anche informazioni di carattere attitudinale, potrebbero «esporre gli interessati a difficoltà relazionali con i colleghi di lavoro e creare ingiustificati pregiudizi da parte degli utenti esterni che venissero a contatto con gli stessi nell’esercizio delle loro funzioni».
