Quanto costerà AMCO?

Nella complessa vicenda di AMCO era finora rimasta sotto traccia la questione dei costi. Anche in questo ambito, ovviamente, non possono esistere pasti gratis.  Per cui è evidente che il nuovo soggetto della riscossione dovrà garantire almeno la copertura dei propri costi, oltre che un’adeguata remunerazione per i soggetti privati che saranno dallo stesso reclutati. Dove…

Data

Categoria

Nella complessa vicenda di AMCO era finora rimasta sotto traccia la questione dei costi. Anche in questo ambito, ovviamente, non possono esistere pasti gratis. 

Per cui è evidente che il nuovo soggetto della riscossione dovrà garantire almeno la copertura dei propri costi, oltre che un’adeguata remunerazione per i soggetti privati che saranno dallo stesso reclutati. Dove si collocherà l’asticella? 

Nello schema di decreto attuativo dell’art. 1, comma 662, della L. 199/2025 compaiono alcune prime indicazioni. Esso prevede un meccanismo scalare per cui al crescere delle percentuali di recupero aumenterebbero anche gli aggi. Gli oneri sarebbero pari:

  • a una quota pari all’1 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra lo 0 per cento ed il 7,99 per cento delle entrate affidate;
  • a una quota pari al 9 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra l’8 per cento ed il 14,99 per cento delle entrate affidate;
  • una quota pari all’11 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra il 15 per cento ed il 19,99 per cento delle entrate affidate;
  • una quota pari al 13 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra il 20 per cento ed il 24,99 per cento delle entrate affidate;
  • una quota pari al 15 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra il 25 per cento ed il 29,99 per cento delle entrate affidate;
  • una quota pari al 17 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra il 30 per cento ed il 49,99 per cento delle entrate affidate;
  • una quota pari al 19 per cento delle somme riscosse se il tasso di riscossione è compreso tra il 50 per cento ed il 100 per cento delle entrate affidate.

 Colpisce che nella fascia corrispondente a quella che farebbe scattare l’obbligo per gli enti di avvalersi di AMCO (17,5%) venga previsto un onere superiore al 10%. Decisamente non poco. 

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Un caos chiamato CUP

    Di norme sciagurata nella martoriata materia della fiscalità locale ne abbiamo dovute registrare tante, ma forse l’esempio più clamoroso è quello del canone unico patrimoniale (CUP), istituito nel 2021 al posto della tassa o canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP e COSAP), dell’imposta comunale sulla pubblicità o l’omologo canone (ICP e CIMP)…

  • IMU: le evidenti distorsioni delle aliquote e del gettito continuano ad essere ignorate

    Un recente studio della UIL conferma numeri alla mano quanto da noi più volte evidenziato in merito al principale tributo comunale, ossia l’IMU.  A Verona, tanto per fare un esempio, sulle seconde case si paga il triplo che a Belluno, ma meno della metà che a Roma. E le stesse differenziazioni territoriali si osservano anche…

  • Natura tributaria del CUP: le prime indicazioni del MEF

    Con la circolare 1/2026 il Dipartimento Finanze fornisce le prime indicazioni operative a seguito della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione 16 dicembre 2025, n. 12225, la quale, come noto, ha affermato la natura tributaria del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria di cui all’art. 1, commi 816 e seguenti, della…