Retribuzioni in ripresa ma ancora sotto i livelli pre-2021

Secondo l’audizione Istat sul Dpfp, la crescita delle retribuzioni reali avviata a fine 2023 prosegue ma non ha colmato il divario con il passato: i salari restano inferiori del 9% rispetto a gennaio 2021. Nel 2024 le retribuzioni contrattuali sono salite del 3,1% (+4% nel privato, +0,1% nella PA), riducendo l’impatto dell’inflazione (+1,1%). Tra gennaio…

Autore

Data

Categoria

Secondo l’audizione Istat sul Dpfp, la crescita delle retribuzioni reali avviata a fine 2023 prosegue ma non ha colmato il divario con il passato: i salari restano inferiori del 9% rispetto a gennaio 2021. Nel 2024 le retribuzioni contrattuali sono salite del 3,1% (+4% nel privato, +0,1% nella PA), riducendo l’impatto dell’inflazione (+1,1%). Tra gennaio e agosto 2025 l’aumento medio è del 3,4%, doppio rispetto ai prezzi, sebbene in rallentamento. L’Istat prevede per l’anno una crescita complessiva del 3,1%, a garanzia di un ulteriore recupero del potere d’acquisto. Restano forti i divari territoriali e demografici: la spesa delle famiglie del Nord-est supera del 38% quella del Sud, mentre il capitale umano giovanile, sempre più scarso, è indicato come chiave per rilanciare produttività e salari.

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…