Ricorso incidentale gare pubbliche e sopravvenuta carenza di interesse del ricorso

Il T.A.R. Lazio, sez. III – Roma, 03/09/2024, con la sentenza n. 16064 torna ad esaminare l’annosa e delicata questione del rapporto tra ricorso principale e ricorso incidentale nelle gare pubbliche, su cui è intervenuta più volta la Corte di Giustizia Europea. Per il TAR il ricorso incidentale presentato dall’aggiudicataria diventa improcedibile per carenza di…

Data

Categoria

Il T.A.R. Lazio, sez. III – Roma, 03/09/2024, con la sentenza n. 16064 torna ad esaminare l’annosa e delicata questione del rapporto tra ricorso principale e ricorso incidentale nelle gare pubbliche, su cui è intervenuta più volta la Corte di Giustizia Europea.

Per il TAR il ricorso incidentale presentato dall’aggiudicataria diventa improcedibile per carenza di interesse ai sensi degli artt. 42, comma 1, e 35, comma 1, lett. c), del codice del processo amministrativo, allorquando il ricorso principale dell’impresa non aggiudicataria viene dichiarato inammissibile o respinto e ciò perché l’aggiudicazione rimane comunque in capo al ricorrente incidentale che, quindi, mantiene il beneficio della gara vinta (cioè l’aggiudicazione), ei il suo ricorso incidentale non ha più ragion d’essere.

(di M. Di Rocco)

Leggi anche

Articoli correlati selezionati per te

  • Oscuramento delle offerte: il termine decorre dal ricorso notificato all’aggiudicatario

    Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5343 del 3 luglio 2026, chiarisce che, nel rito speciale sull’accesso ai documenti di gara, il termine di dieci giorni per impugnare l’oscuramento delle offerte altrui non decorre, per l’aggiudicatario, dalla comunicazione dell’aggiudicazione. L’interesse a contestare l’omissatura sorge infatti con la notifica del ricorso principale, che costituisce…

  • Le convenzioni tra enti non possono eludere il Codice degli appalti

    Con delibera n. 219 del 10 giugno 2026, Anac ha chiarito che le convenzioni tra pubbliche amministrazioni non possono essere utilizzate per aggirare l’applicazione del Codice dei contratti pubblici. L’Autorità ha rilevato che gli accordi esaminati configurano, nella sostanza, appalti di servizi e non autentiche forme di cooperazione istituzionale, in assenza di un interesse comune,…

  • Dichiarazione di equivalenza CCNL non necessaria già con l’offerta

    Il TAR Lombardia, con la sentenza n. 911 del 26 giugno 2026, chiarisce che l’omessa dichiarazione di equivalenza del CCNL contestualmente all’offerta non comporta l’esclusione, salvo diversa previsione espressa della lex specialis. L’art. 11 del Codice fissa infatti nell’aggiudicazione il termine ultimo per acquisire tale dichiarazione, non nella presentazione delle offerte. Sono inoltre sanabili con…