Sottoscrizione a pena di esclusione della domanda di erogazione di contributi finanziati con fondi Pnrr

La recente giurisprudenza ha sostenuto la natura indifferibile della firma apposta sulla domanda di partecipazione ad una procedura selettiva, la cui mancanza determina l’esclusione dalla procedura stessa.

In tal senso si è espresso il Consiglio di Stato con la sentenza 7 luglio 2023, n. 6634.

Il caso esaminato

Nel caso esaminato, l’interessato aveva presentato domanda di partecipazione per accedere, nell’ambito del P.N.R.R., a contributi.

Aveva dato avvio alla presentazione della domanda mediante l’utilizzo dell’applicativo a tal fine predisposto, inserendo il progetto, fino alla trasmissione della domanda, che sarebbe “avvenuta con successo”, a differenza di quanto però riportato nella sezione del portale sullo stato della domanda stessa (“da trasmettere”).

Aveva quindi inoltrato al Ministero, a seguito di un secondo e parimenti infruttuoso tentativo di inoltro, una PEC recante domanda di finanziamento e progetto, corredato della necessaria documentazione.

Tuttavia, aveva appreso solo dalla pubblicazione del decreto del Segretariato Generale del Ministero della cultura, di approvazione della graduatoria di merito complessiva delle proposte ammesse a valutazione e delle graduatorie delle proposte ammesse a finanziamento del mancato inserimento del proprio progetto in ragione dell’omessa sottoscrizione, a mezzo di firma digitale, della “Domanda di ammissione”.

Il ragionamento espresso dai giudici

Secondo i giudici, la sottoscrizione della domanda di partecipazione ad una procedura selettiva costituisce, in ragione della funzione cui la stessa è chiamata, elemento essenziale della domanda medesima.

Infatti, essa rende nota la paternità e vincola l’autore al contenuto del documento stesso assicurandone provenienza, serietà e affidabilità.

Conseguentemente, la mancata sottoscrizione della domanda non costituisce una mera irregolarità ma un’omissione insuscettibile di integrazione mediante soccorso istruttorio, pena la violazione della par condicio tra i concorrenti con conseguente alterazione del confronto competitivo tra gli stessi (che si spiega anche sul piano del rispetto delle modalità formali di partecipazione alla procedura).

Per le medesime ragioni ostano, peraltro, alla possibilità di una regolarizzazione postuma del difetto di sottoscrizione che rischia, altrimenti, di tradursi nel comodo aggiramento dell’onere di corretta e tempestiva presentazione della domanda gravante su ciascun partecipante.

Le procedure di assegnazione delle risorse nell’ambito del P.N.R.R.

Continuando, i giudici hanno evidenziato che le suddette considerazioni valgono, invero, a fortiori per le procedure di assegnazione delle risorse nell’ambito del P.N.R.R. avendo la giurisprudenza ritenuto non operante in esse il meccanismo del soccorso istruttorio previsto in generale ex art. 6 della l. n. 241 del 1990.

È stato, infatti, ormai, chiarito, in diverse pronunce (da ultimo si veda Cons. St. n. 3341 del 31 marzo 2023) che il procedimento relativo a finanziamenti del P.N.R.R. “è caratterizzato da particolari esigenze di speditezza, sicché è ragionevole che le domande incomplete siano considerate non validamente presentate e siano escluse senza l’attivazione del c.d. soccorso istruttorio”.

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