I media informano che gli emendamenti concordati tra Governo e forze che lo sostengono(?) riferiti alla legge di conversione del decreto Aiuti-bis prevedono la stabilizzazione futura non più del solo 40% dei dipendenti assunti a tempo determinato ai fini del Pnrr, ma del 100%.
A proposito delle stabilizzazioni dei dipendenti assunti a tempo determinato ai fini della realizzazione degli interventi attuativi del Pnrr, chi scrive, insieme a Vito Antonio Bonanno, fu facilissimo profeta nel preconizzare: “Dunque, una percentuale estremamente elevata dei futuri concorsi è già sottratta, fra tre anni, ai più giovani, a vantaggio degli insiders. Si apre, dunque, una nuova stagione di precariato e di soggetti aspiranti alla stabilizzazione. Non è difficile prevedere che, anche a ragione della deroga introdotta dal decreto-legge al tetto dei trentasei mesi alla durata massima dei contratti a termine in contrasto con la direttiva europea 77/1999/CE, si aprirà una stagione di rivendicazioni anche in sede giudiziaria con l’esposizione delle amministrazioni al risarcimento del danno da violazione del termine europeo secondo la cristallina e granitica giurisprudenza della Corte di cassazione, preludio ad una nuova stagione di “reclutamento in deroga” o stabilizzazione di precari, con buona pace delle aspettative di assunzione di coloro che sono esterni al sistema. … l’elevatissima percentuale di successiva riserva dei posti nei concorsi vista prima evidenzia come, nella realtà, le assunzioni del Pnrr siano in buona parte solo formalmente a termine, ma destinate a creare una truppa di persone che potranno contare in futuro su concorsi riservati: una vera e propria stabilizzazione. E si è facilissimi profeti, qui ed oggi, ad immaginare che nel futuro, per le ragioni già chiarite, interverranno norme finalizzate ad allargare la platea degli assunti con queste norme straordinarie del Pnrr che saranno stabilizzati”.
E’ corretto affermare che quanto meno la legge di conversione del decreto Aiuti-bis, se manterrà l’intento di assicurare la stabilizzazione a tutti, eviterà i contenziosi. Ma, alla percentuale del 40% di posti da riservare ai fini della stabilizzazione nessuno che conoscesse davvero i meccanismi della PA e della formazione delle leggi avrebbe mai potuto credere davvero.
