Sulla definizione agevolata gli enti locali sono autonomi

Rispondendo ad un question time in commissione Finanze alla Camera il sottosegretario al MEF, Federico Freni, ha fornito alcuni chiarimenti sul rapporto fra la c.d. rottamazione quinquies e le sanatorie che gli enti locali possono, da quest’anno, introdurre autonomamente sulle proprie entrate tributarie e patrimoniali. In base al comma 102 e seguenti della L. 199/2025,…

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Rispondendo ad un question time in commissione Finanze alla Camera il sottosegretario al MEF, Federico Freni, ha fornito alcuni chiarimenti sul rapporto fra la c.d. rottamazione quinquies e le sanatorie che gli enti locali possono, da quest’anno, introdurre autonomamente sulle proprie entrate tributarie e patrimoniali.

In base al comma 102 e seguenti della L. 199/2025, ogni amministrazione è libera di definire, entro i limiti stabiliti dalla legge, le procedure e i termini per la definizione agevolata.

Pertanto, come evidenziato anche da IFEL, non è estendibile automaticamente agli enti territoriali la definizione prevista dall’art. 1, commi 82 e seguenti della stessa legge di bilancio 2026, in quanto, resta fermo il perimetro delle facoltà locali indicato nel comma 105, in base al quale “possono essere oggetto di definizione agevolata i tributi disciplinati e gestiti dalle regioni e dagli enti locali”, dove sembra molto difficile considerare a “gestione” locale la fase di riscossione coattiva di crediti affidati a AdE-R.

Il regolamento comunale, in sostanza, non può prevedere obblighi a carico di AdE-R, se non sulla base di esplicite previsioni di legge, come avvenuto in occasione della cd rottamazione quater (commi 229-229-bis, legge n. 197 del 2022).

Al riguardo, soccorre solo il 104 della legge 199/2025, che rappresenta, secondo Freni, “un caso residuale di definizione che può essere attivato solo nell’ipotesi in cui il legislatore ha disposto la definizione per le entrate erariali e questa coinvolga le entrate degli enti territoriali gestite da AdE-R”.

In questi casi, sarà possibile agli enti locali introdurre regole uguali per le entrate affidate a concessionari privati o gestite in house.

Quanto evidenziato non esclude che gli enti possano rottamare anche carichi affidati ad AdE-R, purché questo non comporti adempimenti a carico di quest’ultima diversi da quelli ordinari.

Come correttamente evidenziato da Luigi Lovecchio su IlSole24Ore, in pratica “la predisposizione della modulistica, la gestione dei pagamenti e dell’intera procedura di rottamazione dovranno essere svolte a cura dell’amministrazione locale, sulla base dei dati della debitoria forniti da AdE-R”, che non potrà sottrarsi dal fornirli. 

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