Dal 2000 ad oggi, l’installazione a livello globale di energie rinnovabili ha portato ad un significativo taglio delle spese per il combustibile, pari a 409 miliardi di dollari, una cifra superiore al PIL della Danimarca nel 2023, che ammontava a 404 miliardi di dollari.
Secondo i dati del rapporto “Renewable Power Generation Costs in 2023” dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (Irena), pubblicato in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’81% dei 473 gigawatt di capacità installata nel 2023 ha avuto costi più bassi rispetto alle fonti di energia basate su combustibili fossili. Dunque, di questi 473 gigawatt, ben 382 gigawatt hanno contribuito ai risultati descritti nel rapporto, dimostrando che le rinnovabili rimangono competitive nonostante la diminuzione dei prezzi delle fonti non rinnovabili.
Le energie pulite, in particolare il fotovoltaico, hanno visto una riduzione dei costi del 56% rispetto alle fonti tradizionali di energia, come indicato dal Corriere della Sera.
Per raggiungere gli obiettivi al 2030, sarà necessario installare una nuova capacità annua di 1.044 gigawatt. Solo nel 2023, il costo medio dell’energia solare fotovoltaica è diminuito del 12%, eolico onshore del 3%, eolico offshore del 7% e idroelettrico del 7%. Questi sviluppi offrono grandi opportunità economiche per i paesi, consentendo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere uno sviluppo economico più sostenibile, come sottolineato dal Corriere della Sera.
Il rapporto di Irena sottolinea come le energie rinnovabili abbiano già raggiunto un costo inferiore rispetto alle fonti tradizionali e siano ormai la soluzione di riferimento per la produzione di nuova energia. Secondo Francesco La Camera, direttore generale di Irena, la transizione verso le rinnovabili non solo ha abbassato i costi, ma ha anche portato significativi benefici tecnologici e socioeconomici.
24/09/2024
