La pronuncia n. 3014/2024, sez. V, TAR Sicilia, relativamente ai limiti della legittimazione ad agire dei consiglieri comunali a tutela delle proprie prerogative, ha ricordato che la giurisprudenza avrebbe chiaramente circoscritto la natura delle possibili (e tutelabili) lesioni delle stesse alle dinamiche tecniche che in senso stretto presidiano il funzionamento dell’organo. Ciò, allo scopo di evitare la messa in discussione di ogni delibera pur legittimamente assunta.
Il consigliere comunale, infatti, pur vantando prerogative ampie (ad esempio, un esteso diritto di accesso) non potrebbe vantare la legittima pretesa di vedere l’esito di ogni votazione indirizzato nel senso a lui più gradito.
