Costi della manodopera in base di gara e ribassabili? Anac: sì, possibile, anzi consigliabile

In maniera elegante, l’Anac, col parere di precontenzioso 9 aprile 2025, n. 146, priva di fondamento logico e tecnico la tesi bizzarra della “ribassabilità solo indiretta” del costo della manodopera, sostenuta da molta giurisprudenza e dottrina. Una tesi che finisce solo per complicare la vita ed elevare il rischio di comparazioni disomogenee. Ben evidenzia l’Anac…

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In maniera elegante, l’Anac, col parere di precontenzioso 9 aprile 2025, n. 146, priva di fondamento logico e tecnico la tesi bizzarra della “ribassabilità solo indiretta” del costo della manodopera, sostenuta da molta giurisprudenza e dottrina.

Una tesi che finisce solo per complicare la vita ed elevare il rischio di comparazioni disomogenee.

Ben evidenzia l’Anac i punti di contatto tra la tesi della ribassabilità diretta e quella indiretta: in ogni caso, a ben vedere, il codice consente di ribassare il costo della manodopera.

Pertanto, come chi scrive ha sempre sostenuto, diretto o indiretto, sempre di ribasso si tratta.

Ormai risulta chiaro: lo “scorporo” dei costi della manodopera non implica per nulla il divieto di ribassarne l’importo, ma solo l’obbligo di evidenziarne l’importo.

Il ribasso indiretto scatena modalità di valutazione ed operatività molto complesse e poco lineari.

L’Anac invita, correttamente, a ragionare in modo pratico e lineare: molto meglio prevedere nel bando la ribassabilità sull’intero importo a base di gara, comprensivo dei costi della manodopera e far scattare la valutazione di anomalia quando l’offerta effettivamente coinvolga anche i prezzi della manodopera nel ribasso, laddove il contenimento dei prezzi sia, come consentito dal codice, connesso alla maggiore efficienza organizzativa aziendale. Il resto è solo perverso bizantinismo giuridico.

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