Meloni e Confindustria sognano il nucleare, ma le imprese chiedono più rinnovabili subito – Domani

Alla prima assemblea annuale di Confindustria di Emanuele Orsini, presidente e premier Giorgia Meloni si sono passati la palla sul nucleare, come scrive Domani.  Orsini ha ricordato che l’Italia è fuori mercato per i prezzi dell’energia per le scelte fatte in passato rinunciando al nucleare e per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, invitando le…

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Alla prima assemblea annuale di Confindustria di Emanuele Orsini, presidente e premier Giorgia Meloni si sono passati la palla sul nucleare, come scrive Domani


Orsini ha ricordato che l’Italia è fuori mercato per i prezzi dell’energia per le scelte fatte in passato rinunciando al nucleare e per quelle delle Regioni oggi sulle rinnovabili, invitando le forze politiche a sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia e ad accelerare il ritorno all’atomo. 


Meloni ha raccolto l’invito definendo la ripresa nucleare “un obiettivo alla nostra portata” e una svolta per la competitività, mentre alla Camera il deputato di Forza Italia Luca Squeri presentava la proposta di legge delega sul nucleare. Confindustria punta in particolare sui piccoli reattori modulari, tecnologia promettente ma ancora non disponibile su scala commerciale, con il primo impianto previsto non prima del 2035. 

Sul breve termine però è lo stesso Orsini a chiedere lo sblocco delle rinnovabili: sono 85 i gigawatt installati, ne servono altri 50 entro quattro anni e un terzo non è ancora allacciato. Legambiente intanto conferma il ritardo dell’Italia, ferma al 33,2% degli obiettivi 2030 e in rotta verso quasi sei anni di ritardo.


26/05/2026

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