Continua la campagna per l’abolizione o la radicale modifica del reato di abuso d’ufficio, sul presupposto che esso sarebbe alla base della “paura della firma” e dell’immobilismo degli amministratori e dei dipendenti pubblici.
I numeri, tuttavia, non sembrano giustificare l’allarmismo. Proviamo a rapportare i dati dei procedimenti avviati (basta solo, a tale scopo, l’iscrizione nel registro degli indagati) nel 2021 con alcuni altri numeri.
Secondo i dati forniti di recente dal Ministero della giustizia al Parlamento, nel 2021 i procedimenti aperti per reato di abuso d’ufficio sono stati 5.400. Ecco alcuni rapporti:
- in rapporto al numero degli amministratori pubblici regionali e locali, che sono circa 93.000: 5.8%;
- in rapporto al numero dei dipendenti pubblici, che sono circa 3.200.000: 0,17%
- in rapporto al numero dei dipendenti degli enti locali, che sono circa 490.000: 1.10%.
Il Ministero, poi, ha informato che nel 2021 vi sono state complessivamente 27 condanne.
Sono numeri che destano realmente l’apprensione esaltata da mesi, anzi da anni?
